Ora anche Anna Molendini ricorre al Tar per rivendicare il diritto delle donne ad essere presenti nella giunta comunale. Il caso quote rosa, sfociato nella diffida dei giudici amministrativi al presidente della Provincia, Gianni Florido, rischia di ripetersi nella cittadina del versante orientale ionico. In verità la questione venne fuori prima a Maruggio dove, l’ex vicesindaco Molendini, all’indomani della nomina dell’esecutivo denunciò il mancato rispetto dello Statuto comunale che, appunto, prevede la presenza delle donne tra i banchi assessorili.

Il caso si è trascinato finora senza, però, coinvolgere gli organi giudiziari amministrativi “perchè - spiega in una lettera aperta indirizzata alle donne della città la stessa Molendini - in un manifesto invitavo il sindaco ad anticipare le azioni dei magistrati per evitare una figuraccia al paese con conseguenti danni a carico della comunità. Lo invitavo ad annullare le nomine degli assessori per rinominare una nuova giunta composta di uomini e donne. Non c’è nulla di personale, non mi interessa la poltrona. Il fatto è che non ritengo si possano ignorare le nostre donne. Ci sarà pure una donna disponibile e capace in tutta Maruggio che, in rappresentanza di tutte le donne, potrà fare bene l’assessora?”. “Ho atteso tre mesi affinchè il sindaco rimediasse all’offesa arrecata alle donne di Maruggio - insiste l’ex numero due di Palazzo di Città - ma il suo lungo silenzio mi ha insospettita”.

Il sindaco Alberto Chimienti (PDL), infatti, da noi contattato ha annunciato di aver avviato la modifica dello Statuto comunale affinchè non preveda l’obbligo di ricorrere ad un esterno in caso di rinuncia da parte dei consiglieri eletti alla poltrona assessorile. Così anche in caso di giudizio del Tar non ci sarebbero pericoli per la giunta. “Mi rivolgerò ai giudici - conclude Molendini - perchè è venuto meno il rispetto delle leggi e soprattutto delle donne del nostro paese”.

fonte: tarantosera.com