ROMA - "Già alcune Regioni e parecchi comuni si sono dichiarati disponibili ad ospitare centrali nucleari. Nel frattempo abbiamo siglato un accordo di collaborazione tecnologica con la Francia e ne firmeremo presto uno con gli Stati Uniti". Lo annuncia il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che in un'intervista a ilsussidiario.net fa il punto sul ritorno del nucleare in Italia, aggiungendo che si tratta di un percorso "razionale, sicuro e trasparente. E i cittadini l'hanno capito".

Infatti i Cittadini lo hanno capito che è una tecnologia obsoleta, tant'è che tutti i sondaggi di opinione dichiarano che la maggior parte degli italiani sono, a ragione, contrari al nucleare. Di percorsi razionali, sicuri e trasparenti nemmeno a parlarne. La sicurezza delle centrali è quella degli anni '70, di razionale non c'è niente visto che l'unica cosa razionale è l'investimento in fonti rinnovabili. Idem per l'aggettivo "trasparente". Dalla formazione della legge "Energia e Sviluppo" fino alla ulteriore legge che autorizzerà il ministero della difesa a occuparsi di energia non c'è niente di trasparente, anzi, è stato approvato tutto nel silenzio generale con la complicità pure di parlamentari pugliesi e della nostra Provincia.

Scajola, che non prevede "ostacoli particolari", ricorda che "adesso dobbiamo costituire l'Agenzia di Sicurezza nucleare" e "fissare le caratteristiche che dovranno avere i territori che potranno ospitare le nuove centrali. A quel punto le imprese energetiche potranno chiedere le autorizzazioni. Il processo autorizzativo coinvolgerà gli enti territoriali e le popolazioni saranno pienamente informate di tutti i passaggi". Quanto alle tariffe elettriche, in attesa che arrivi il nucleare, secondo Scajola "non è vero che non si può far nulla. Stiamo per esempio accelerando le infrastrutture di rete, a partire dall'elettrodotto sottomarino Calabria-Sicilia, per evitare strozzature e colli di bottiglia nella trasmissione dell'elettricità che ci costano centinaia di milioni di euro l'anno. Poi stiamo sviluppando il carbone pulito, che ha un costo inferiore a quello di gas e petrolio.

Non è vero che l'iter autorizzativo coinvolgerà gli enti locali, Scajola mente sapendo di mentire. E' tipico di chi parla senza contraddittorio. La legge approvata dal Governo Berlusconi prevede che l'autorizzazione sia gestita a livello ministeriale senza tener conto nè delle autonomie locali nè delle Regioni grazie alla dichiarazione del sito in cui dovranno sorgere impianti nucleari come "sito di interesse nazionale e strategico militare". Di fatto chi deciderà è il Ministero della Difesa (La Russa) e il Ministero dello Sviluppo Economico retto da Scajola.

E, infine, i benefici effetti economici del nucleare possono essere anticipati, soprattutto per le imprese grandi consumatrici di energia che possono partecipare a consorzi per la realizzazione delle centrali nucleari, ottenendo prezzi più bassi già prima che le nuove centrali comincino a funzionare". Il ministro, infine, si sofferma sugli approvvigionamenti di gas e respinge le accuse di una politica unilaterale: "Uno degli obbiettivi della nuova strategia energetica del Governo - osserva - è quello di aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti. Dunque nessuna preclusione verso nessun Paese, ma maggiore diversificazione delle aree geografiche e delle fonti". Infatti "l'obbiettivo è dipendere meno dal gas e da un singolo Paese produttore. Non credo proprio che questa politica possa essere accusata di unilateralità".

Siamo alle solite, per sua stessa ammissione chi ne beneficerà saranno solo le grandi imprese a danno di tutta la collettività.

Antonio F.