Il Sud sta per subire l'ennesima beffa dalla Lega Nord. Dopo i treni che ci hanno tolto, gli aerei, i FAS e quasi pure la dignità di essere cittadini ora ci provano con gli stipendi. L'obiettivo è la disgregazione nazionale andando ad incidere sui salari. Ora le cose che non capisco sono queste. Se il Nord ha un PIL Pro Capite superiore alla media europea è normale che il costo della vita sia maggiore che nel Sud Italia? E se il Sud ha un PIL inferiore alla media europea è normale quindi che il costo della vita sia appunto inferiore? Dovrebbe essere la regola economica dell'equilbrio del mercato, molti soldi che girano, molta domanda, prezzi alti. Pochi soldi che girano, domanda bassa, prezzi bassi....

Allora a che serve la regola dell'agganciamento del salario al costo della vita? Se non a introdurre una nuova penalizzazione ai lavoratori meridionali? E se quello che dico non è vero significa che il PIL Pro capite della maggioranza della popolazione del Nord è del tutto simile a quello del Sud.

E allora come si spiega la statistica che vede il PIL del Nord sopra la media europea? Si tratta forse di una ineguale redistribuzione della ricchezza?

E secondo voi questo problema del Nord dove pochi hanno molto tanto che riescono ad incidere sulla domanda e sull'innalzamento dei prezzi si risolve dando un +3% o 4% sul salario?

Come si risolve questa contraddizione del Nord Ricco e Felice che non riesce però ad arrivare a fine mese tanto da richiedere un innalzamento degli stipendi? Dove sta insomma l'inghippo? Se qualcuno ha risposte in merito, sarei felice di conoscerle per aprire un confronto serio.