Il sistema «dolce vita» condita da cocaina e belle donne, assunto a metodo manageriale, per favorire lo sviluppo del business tra Roma, Milano, la Sardegna e soprattutto Bari. Al centro l’imprenditore del settore sanità Gianpaolo Tarantini, le sue feste con la Bari-che-conta, quella dei politici, degli imprenditori, quella di cui voleva diventare amico per poter poi stringere rapporti di affari....(da lagazzettadelmezzogiorno.it)

Di contorno a reggergli il gioco, una serie di amici fidati a partire da Massimiliano Verdoscia, suo ex socio d’affari, che ieri mattina è stato arrestato all’alba dagli investigatori del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza su disposizione del gip Vito Fanizzi che ha accolto la richiesta del pm antimafia Giuseppe Scelsi. In carcere con lui è finito anche Stefano Iacovelli, ritenuto suo amico e fornitore. Sarebbero stati loro, secondo gli investigatori a procurare, conservare e mettere a disposizione gratuitamente la cocaina che veniva poi consumata durante le riunioni conviviali con la «crema» della Bari politica e imprenditoriale. Feste tenute in club, in diversi appartamenti della città di Bari e in una villa di Giovinazzo di proprietà di Gianpaolo Tarantini. 

{affiliatetextads 1,,_plugin}Lo scenario ricostruito dagli investigatori guidati dal pm Scelsi è lo stesso descritto in un’altra inchiesta, tra mondanità e forniture di protesi (questa l’attivà imprenditoriale coltiva da Tarantini titolare con il fratello della «Tecno Hospital ») dal sostituto procuratore Roberto Rossi e dai carabinieri che hanno svelato il «modus operandi» del rampante imprenditore del quale Massimiliano Verdoscia è amico di vecchia data. Il nome di Verdoscia, infatti insieme a quello della moglie Tiziana compare nell’elenco degli ospiti più affezionati delle feste a villa Tarantini documentate anche in questa prima inchiesta giunta a conclusione nei primi giorni di luglio.

Tra gli indagati compare anche il politico Salvatore Greco, indicato dagli investigatori come socio occulto di Tarantini e complice nella gestione clientelare a suon di bustarelle dei rapporti con strutture sanitarie pubbliche. La strategia adottata da Tarantini di arruffianarsi gli uomini di potere che avrebbero potuto dargli una mano negli affari lo avrebbe portato - secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori - fino a Villa Certosa e Palazzo Grazioli, alla corte del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi diventato suo amico. Lasciate le feste baresi a colpi di cocaina con i suoi amici di sempre, Verdoscia compreso, Tarantini è approdato a Roma e per partecipare alle feste in casa del premier ha ingaggiato una serie di ragazze «copertina» e accompagnatrici come Patrizia D’addario, finita poi sotto le lenzuola (per sua stessa affermazione) con Berlusconi. 

Il sospetto degli investigatori, fondato su alcuni elementi oggettivi, è che Massimiliano Verdoscia fosse un arruolatore di ragazze; e anche il punto di contatto tra Giampaolo Tarantini, frequentatore da un paio di anni dei salotti più aristrocratici della città, con il mondo luccicante dei locali notturni e delle feste più glamour. Che però è sempre stato tenuto a distanza dagli stessi esponenti della Bari che conta. In altre parole, secondo gli inquirenti, Giampaolo Tarantini si muoveva su due piani diversi: insieme alla moglie, esponente di una famiglia blasonata di Bari, era invitato nelle case altolocate della città. Poi, anche grazie a Massimiliano Verdoscia e Alessandro Mannarini, organizzava feste e incontri con politici locali e amministratori di aziende pubbliche per favorire i suoi affari. 

E le donne, le belle donne, rappresentavano il grimaldello migliore per entrare nelle grazie di che poteva distribuire appalti e commesse. Verdoscia è un piccolo imprenditore, che spazia dalle motociclette agli articoli medicali, amministrando talvolta società che sembravano gemelle a quelle di Tarantini, come la System Medical srl. Altri accertamenti sarebbero in corso su un appalto per la fornitura di apparecchiature sanitarie ottenuto da un’altra società che sarebbe riconducibile a Tarantini, la Global System Hospital. 

Della vicenda si sta occupando il pm Desirée Digeronimo, nell’inchiesta che corre parallela a quella del pm Scelsi sulle cene a Palazzo Grazioli e che vede indagato Giampaolo Tarantini per induzione alla prostituzione.
di LUCA NATILE