«Fino a prova contraria non sono iscritto in nessun registro degli indagati, e, poichè la mia vita la conosco, so che non potrà mai accadere». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a proposito delle inchieste sulla gestione della sanità che in queste ultime settimane coinvolgono l’attività della giunta regionale pugliese
«La Puglia - ha sottolineato - è il posto in cui si è reagito con più forza» sulla questione morale, che «riguarda in generale l’organizzazione di sistemi di potere che drenano una parte rilevante di risorse pubbliche».


Vendola ne ha parlato prima di partecipare a una riunione della giunta regionale pugliese – l'ultima prima della pausa estiva – nella quale, tra l’altro, sarà esaminato il Dief, il documento economico finanziario in materia sanitaria. Ed è proprio la sanità e la gestione di questo settore che sono da molte settimane in Puglia al centro di inchieste della megistratura barese. 

«La differenza tra questi anni e gli anni del governo precedente – ha detto Vendola – è che noi non abbiamo messo la testa sotto la sabbia. Abbiamo reagito con atteggiamenti anche molto duri, anche esemplari, a qualunque ombra. Non abbiamo esorcizzato le ombre, non abbiamo minimizzato, non abbiamo fatto finta di niente». 

«Nella vicenda pugliese – ha proseguito – c'è una questione morale che è dimostrata, che riguarda un determinato sistema affaristico che si è insediato stabilmente negli anni in cui i fratelli Tarantini e Tato Greco erano gli eroi di un malaffare istituzionale: ci sono ipotesi di reato che, naturalmente, attendono il vaglio di un dibattimento, attendono addirittura il momento della richiesta di rinvio a giudizio». «Insomma – ha detto Vendola – vorrei dire questo: la Regione Puglia è il luogo che ha più capacità reattiva a qualunque elemento di immoralità. Io non ho avuto nessuna indulgenza in nessun momento dei quattro anni e mezzo trascorsi». 

«I direttori generali che sono andati via – ha sottolineato Vendola – non sono stati portati via dai carabinieri ma, per varie ragioni, quando si feriva il rapporto di fiducia con me, sono stati invitati a lasciare gli incarichi». «Se uno vede le delibere della Regione Puglia degli ultimi mesi, compreso il Dief di oggi – ha sostenuto Vendola – potrà poter descrivere la parabola di una rivoluzione anche dal punto di vista della trasparenza, del controllo, degli appalti». «Tutto questo fa della Puglia un territorio unico. Forse questo è il motivo per cui c'è una specie di accanimento terapeutico su di me».

"PUGLIA IN LINEA COL RESTO DEL PAESE MA NESSUNO HA L'ATTENZIONE DEI MEDIA DI CUI GODO IO"
Per il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, «dal punto di vista dei fenomeni illeciti» la Puglia è «in sintonia con tutto quanto accade in tutta Italia», per esempio in Lombardia, «soltanto che la Regione Lombardia non ha la stessa fortuna che ho io, cioè non ha l’attenzione dei mass media di cui godo io». 

«Noi – ha detto Vendola – siamo, dal punto di vista dei fenomeni illeciti, in sintonia con tutto quanto accade in tutta Italia, visto che la clinica Santa Rita da un lato e l’ospedale Niguarda dall’altro, a Milano, ci mandano a dire cose analoghe a quelle che accadono in Puglia. Soltanto che la Regione Lombardia non ha la stessa fortuna che ho io, cioè non ha l’attenzione dei mass media di cui godo io perchè forse il presidente di quella Regione, diciamo così, è meno famoso di me. E quindi produce meno attenzione nei mass-media». 

«Ma i fenomeni illeciti sono gli stessi dappertutto, con la differenza che la Regione Puglia di oggi reagisce – ha concluso Vendola – non mette la testa sotto la sabbia, altri invece, anche perchè, ripeto, sono più fortunati di me perchè sono trattati con sufficienza dai mass-media, non dedicano molto tempo all’attività di ristrutturazione possibile dei sistemi di potere».