Taranto perde un altro treno. Saranno ulteriormente ridotti dal primo luglio i collegamenti ferroviari con Roma con la soppressione dell’Eurostar in partenza da Taranto alle 6.16 e di quello in arrivo da Roma alle 21.53. E per la linea Intercity plus non ci sarà più la corsa da Taranto alle 14 e da Roma alle 12.52. E’ previsto solo un treno notturno con percorso più lungo e costo maggiore a spese dei passeggeri...

Inevitabili, a questo punto, le reazioni di protesta. Sindacati, associazioni di imprenditori turistici e movimenti dei consumatori si ribellano alle nuove decisioni di Trenitalia, che ancora una volta penalizza Taranto. Le istituzioni sono già pronte a scendere in campo. Mentre Maria Ruta, commissario provinciale della Fiavet, la federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo, lamenta il «silenzio assordante» di istituzioni, parlamentari ed amministratori, l’assessore comunale ai Trasporti del Comune, Francesco Paolo Calcante, è già sul piede di guerra. «Assistiamo inermi alla strategia di isolamento del territorio », dice la Ruta, che si chiede: «Ma questa città ha un futuro?».

Risponde l’assessore Calcante: «Avevo da tempo intenzione di convocare le organizzazioni sindacali del settore e le realtà locali che si occupano di trasporti, ovvero Amat e Ctp, ma anche Trenitalia. Dopo questa notizia mi attiverò subito per fissare la data di un incontro entro la prossima settimana. Voglio vederci chiaro e capire perché, e come mai, ogni volta che si devono operare tagli e soppressioni si agisce a danno di questa città». Calcante azzarda alcune ipotesi. «Forse qualcuno vuole agevolare il trasporto su gomma? O forse c'è un tentativo di affossare sempre più il territorio tarantino da parte delle istituzioni del Centro e del Nord Italia? Mi siano concesse queste supposizioni. Mi sembrano più che lecite alla luce di quanto avvenuto a cominciare dalla soppressione della biglietteria, passando per l’aeroporto di Grottaglie che non decolla e per il porto senza dragaggi, fino ad arrivare all’ultimo caso dei treni eliminati». L’assessore Calcante si dichiara «esasperato» soprattutto dopo gli ultimi negativi riscontri ottenuti dalla società Aeroporti di Puglia. «La Camera di Commercio di Taranto - dice Calcante - è riuscita ad ottenere un incontro con l’amministratore della Seap, ma questo è l’unico e solo esempio. Non c'è la giusta attenzione verso un settore che davvero potrebbe rilanciare il turismo e l’economia locale». 

E sollecitano con estrema urgenza questo vertice tra Comune e Provincia di Taranto da una parte e società Trenitalia dall’altra anche i presidenti di Adoc e Federconsumatori, Domenico Votano e Luigi D’Oronzo. «Il Comune di Taranto - dichiara Votano - attraverso la Regione deve sollecitare Trenitalia a fornire i doverosi chiarimenti sul perché stia operando questi continui tagli a danno della città. Per quel che riguarda l’Adoc, domani stesso (oggi - ndr) mi metterò in contatto con i nostri vertici regionali per chiedere anche noi un incontro diretto con la società. Coinvolgeremo sicuramente i sindacati di categoria. Pretenderemo una adeguata revisione del piano trasporti nell’intera area ionica. Ritengo infatti che si sia raggiunto un limite non più sopportabile. Ogni estate, puntualmente, assistiamo al depauperamento di treni che collegano Taranto con il Centro ed il Nord Italia nel tentativo, ormai quasi certo, di ridurci a città fanalino di coda della Puglia. Questo non si può tollerare, soprattutto se si vuole restituire a Taranto un’immagine che ha perso da molti anni. E’ un declassamento ingiusto ed incomprensibile sia sotto l’aspetto economico che umano».

Votano ritiene poi urgente «l'avvio di un tavolo istituzionale coordinato dalla Regione con la partecipazione del Comune e della Provincia di Taranto e della società Trenitalia». E' in questa sede che la questione va affrontata e risolta anche secondo D’Oronzo. «I cittadini - rileva il presidente di Federconsumatori - hanno mal digerito queste decisioni, che arrivano insieme ad un continuo ed evidente disservizio. Non solo si sopprimono i treni ma si aumentano anche i costi impedendo di fatto ai tarantini di usufruire adeguatamente delle ferrovie. Vogliamo spiegazioni da Trenitalia e faremo il possibile per essere ricevuti dai vertici della società. Taranto rischia di essere fortemente penalizzata da atteggiamenti dannosi verso chi utilizza il servizio pubblico. Quest’ultimo, specie in tempi di crisi, dovrebbe essere efficiente e garantito. E invece sembra quasi essere diventato un lusso».

Pamela Giufrè (Lagazzettadelmezzogiorno.it)