Solo poche ore di riposo, poi tutti al lavoro per formare la nuova giunta. Gianni Florido è stato chiaro: il criterio guida sarà quello di dare rappresentanza a tutte le forze della coalizione. Un ruolo di primo piano sarà riservato ai due candidati alla presidenza che si sono apparentati al secondo turno: Emanuele Fisicaro potrebbe essere il vicepresidente; a Giuseppe Tarantino piacerebbe presiedere il consiglio, come ha già fatto dal ‘99 al 2004...

Non è da escludere un’altra ipotesi: premiare Costanzo Carrieri con la vicepresidenza e confermargli l’assessorato ai lavori pubblici. In questo caso Fisicaro avrebbe una delega importante come quella al bilancio. Un assessorato andrebbe agli altri partiti apparentati: Udc e Io Sud. Come primi degli eletti riceverebbero l’investitura rispettivamente Antonio Caprino e Mino Sampietro. Un assessorato ciascuno ai partner d’origine. Per i Comunisti Italiani, riconoscimento e riconferma per Tommaso Colaninno, che ha pagato con l’espulsione dal suo partito la lealtà a Florido. Stesso discorso per Franco Gentile, che potrebbe decidere di affidare l’incarico a persona di sua fiducia, dopo il terremoto che ha lacerato la segreteria di Rifondazione Comunista. Un assessorato anche a Sinistra Unita, il movimento di Nichi Vendola. Potrebbe tornare in giunta Donatella Duranti, già assessore nella prima parte della appena trascorsa amministrazione.

Un assessorato andrebbe alla lista del presidente: in odore di riconferma Michele Conserva, che di Florido è un fedelissimo ed è tra l’altro, il primo degli eletti. Resta il nodo del Partito Democratico, al quale andrebbero tre assessorati. La soluzione non è semplice. L’unico certo di un posto nell’esecutivo è, come detto, Costanzo Carrieri. Resterebbero da assegnare altri due posti. Con quale criterio? Gli ex diessini vorrebbero privilegiare gli aspetti geografici, attribuendo un ruolo preminente alla città capoluogo, magari recuperando l’esperienza di Gaetano Blè. Se invece si andasse a scorrimento della lista, a–vremmo nella squadra di governo Bartolo Punzi e Giampiero Mancarelli. Così verrebbero ripescati in consiglio Luciano Santoro e Giuseppe Turco. Però ci sono altri che scalpitano, come Luciano De Gregorio (area Margherita) ed il sindaco di Manduria, Francesco Massaro, già presidente del consiglio. Ad aiutare nella ricerca della quadratura del cerchio potrebbe essere il rimpasto al Comune capoluogo: nel gioco degli incarichi e dei posti che si libererebbero in consiglio potrebbero rientrare lo stesso Blè e Domenico Mosca. Se il primo trovasse spazio da Stefàno, sarebbe più semplice l’equilibrio in casa Florido.

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