«Troppe criticità nei rapporti»: le Regioni italiane, anche quelle di centrodestra, non trattano più con Raffaele Fitto. A sfiduciare il ministro per gli Affari regionali, ieri è stato il presidente della conferenza delle Regioni, Vasco Errani che, a nome di tutti gli enti, ha chiesto un incontro urgente al presidente del Consiglio. «Su troppe questioni ci sono problemi seri nei rapporti tra il governo e le Regioni», ha accusato Errani al termine di una giornata convulsa segnata dall´annullamento, da parte di Fitto, dell´attesissima Conferenza Stato-Regioni. E´ la seconda volta in meno di dieci giorni che il ministro di Maglie è costretto alla ritirata. E adesso le Regioni vogliono parlare solo con Silvio Berlusconi.

«Troppi - a detta di Errani, - i nodi da sciogliere, ma, insieme con il ministro, abbiamo verificato che in sede di Conferenza Stato-Regioni non ci sono le condizioni per farlo». Questa la versione del presidente dell´Emilia Romagna, ma dietro le frasi diplomatiche si nasconde la crescente insofferenza delle Regioni nei confronti del ministro per gli Affari regionali. Tanto che in serata, il ministro è stato costretto a replicare: «Non c´è nessuna rottura tra Governo e Regioni. C´è invece l´intesa, di aggiornare i delicati punti di confronto anche a un incontro con il Presidente del Consiglio».

A Fitto ieri è stato consegnato il lungo elenco dei problemi irrisolti dal suo ministero: dai fondi Fas che ancora non arrivano, al decreto per la ricostruzione dell´Abruzzo, dal nucleare al fondo sanitario. In questa lista dei problemi "non affrontabili con Fitto", Puglia è riuscita a far inserire anche la modifica del decreto attuativo sul patto di stabilità. Un´operazione che l´assessore regionale al Bilancio, considera un grande successo per la giunta Vendola. «Politicamente la questione sul patto di stabilità si è capovolta - ha sottolineato l´assessore Pelillo - tutte le Regioni hanno accolto la nostra richiesta, un´adesione unanime che il ministro Fitto non può certo ignorare. Altrimenti si dovrà assumere tutte le responsabilità del blocco delle assunzioni e degli investimenti, che il decreto causerebbe in Puglia». Ma sul piano amministrativo l´ennesimo rinvio imposto dal ministro Fitto rischia di portare alla paralisi delle attività dell´ente. Se il governo continuasse a prendere tempo la giunta sarebbe pronta allo strappo sul patto di stabilità: «Con il sostegno di tutte le Regioni potremmo anche sentirci liberi di tornare ad assumere e investire»

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