È stata approvata dal Consiglio comunale la delibera che dichiara il territorio di Nardò denuclearizzato, con i voti contrari dei consiglieri di opposizione Totuccio Calabrese, Egidio Maceri e Walter Mirarco...

{affiliatetextads 1, category, _plugin}Dopo un acceso dibattito seguito alla relazione dell’assessore all’Ambiente, Mino Natalizio, ed alla approvazione da parte del Consiglio Comunale di un emendamento presentato dal consigliere Rino Dell’Anna con il quale si dava l’indirizzo di “favorire lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili ed alternative compatibili con l’ambiente ed il territorio”, l’Assise ha dichiarato il territorio neritino “denuclearizzato”. Tanto in linea con una precedente delibera del 1986 (la numero 49) con la quale si dichiarava Nardò Città denuclearizzata.

Nel suo intervento, l’assessore Natalizio ha posto l’accento sul fatto che l’approvazione della nuova delibera non era frutto di una volontà demagogica, bensì dettata dalla necessità di prevenire possibili decisioni capotiche da parte del Governo nazionale che ha già preannunciato la decisione di dichiarare i siti che ospiteranno gli impianti nucleari o i depositi di scorie “siti di interesse nazionale”, e quindi lasciando fuori da qualsiasi decisione gli Enti locali interessati.

Il sindaco Antonio Vaglio, dal canto suo, ha dichiarato che “c’è qualcosa che ci preoccupa molto, a cominciare da una svolta nuclearista che non condividiamo e alla quale l’Italia ha già detto no. Abbiamo fondati timori che il nostro territorio venga definitivamente compromesso. Stiamo già pagando prezzi altissimi. Siamo circondati da Cerano, dall’Ilva di Taranto, abbiamo appena chiuso Castellino e c’è chi vuole metterci in casa un deposito di scorie nucleari. Se questo accadrà, non sarà certo con il nostro consenso, ma anzi avverrà nonostante la nostra forte e determinata opposizione. Ci spaventa la possibilità che vengano ripescati proprio quegli studi vecchi di vent’anni che individuavano nel nostro territorio un luogo ideale dove smaltire le scorie. Da allora sono cambiate molte cose. La città è cambiata ed è cambiato il suo modello di sviluppo. Per questo, secondo qualcuno, non dovremmo avere paura. Una paura che però noi abbiamo e per la quale intendiamo portare avanti la nostra protesta”.