I consigli provinciale e comunale di Taranto, giorno 24 Ottobre si sono riuniti in seduta congiunta, hanno approvato all’unanimità un documento con il quale si chiede a Trenitalia e al ministro dei Trasporti di rivedere le decisioni assunte, in considerazione del fatto che la città di Taranto ed il suo territorio non possono subire supinamente tali restrizioni, visto che, da più parti, sono considerati punti di snodo strategici sull’asse nord-sud e viceversa del nostro Paese”. Il riferimento, ovviamente, è al piano industriale di Trenitalia che danneggia gravemente il territorio ionico...

Per la Provincia di Taranto, il presidente Gianni Florido ha chiesto maggiore rispetto per la Terra Ionica, anche in considerazione del ruolo strategico del territorio ionico per l’economia italiana e nel rispetto dei diritti di tutti i cittadini.
Ecco il testo dell’ordine del giorno:

- Premesso, che l’iniziativa di effettuare tale importante incontro congiunto scaturisce dalle decisioni assunte da TRENITALIA di cancellare gli Eurostar ( ETR500)Taranto-Milano delle 5,34, Milano –Lecce delle 11,05, Milano-Taranto delle 13,05 ed il Lecce-Milano delle 13,35, sostituiti da più vetusti Eurostar City, più lenti e sprovvisti della carrozza ristorante; ipotizzando altresì che successivamente il ridimensionamento predisposto da Trenitalia potrebbe riguardare altri treni a lunga percorrenza, come il Taranto-Roma ed il Roma –Taranto, considerato

- che questo territorio ormai da anni insegue il raddoppio di alcune linee e su cui insiste un gap tecnologico decennale; il piano, quello di Trenitalia, entrato in vigore dallo scorso 8 settembre, penalizza ancor di più il trasporto con particolare riferimento alla dorsale adriatica, da cui Taranto dipende maggiormente;

- che la decisione di Trenitalia sarebbe imputabile all’ipotetico sottoutilizzo degli Eurostar, concepiti per viaggiare sulle linee ad alta velocità, mentre le tratte a noi interessate non superano i 180 km/h; di contro vengono sostituiti da treni vetusti che in poche settimane hanno provocato non pochi problemi e disagi ai viaggiatori tarantini e pugliesi;

- che Taranto e la Puglia, a fronte del declassamento sulle tratte in questione, rischiano la perdita di posti di lavoro quaranta addetti al servizio di ristorazione a bordo dei treni a lunga percorrenza;

- che le problematiche esistenti allo scalo di Taranto non si limitano al declassamento dei treni, ma a tutta una serie di altri punti oscuri ( vedi bretella porto-Bellavista, carenza di personale, chiusura della biglietteria alle ore 21,00, mancanza di ascensore per diversamente abili, ufficio assistenza clienti );

- che fino alla data odierna si sono verificati numerosi inconvenienti, nonché guasti ai locomotori con gravi difficoltà ai passeggeri sia per Roma, sia per Milano e viceversa a riprova che gli Eurostar City non sono affidabili perché ormai logori e poco sicuri;

- che tutti questi problemi si sommano alla difficile situazione che sta attraversando la città di Taranto già fortemente colpita dalla crisi finanziaria, recando un forte disagio a tutti i cittadini;
Per tutto quanto sopra, chiedono

- a Trenitalia e al Ministro dei Trasporti di rivedere le decisioni assunte, in considerazione del fatto che la città di Taranto ed il suo territorio non possono subire supinamente tali restrizioni, visto che, da più parti, sono considerati punti di snodo strategici sull’asse nord-sud e viceversa del nostro Paese;

- all’assessore regionale ai trasporti il massimo interessamento per una indagine sui collegamenti ferroviari ed un intervento sulle problematiche evidenziate, certi che un efficiente sistema trasportistico locale e nazionale ed il miglioramento dei servizi, possano essere d’impulso allo sviluppo del territorio e al miglioramento della qualità della vita dei cittadini.