A BORDO DEL TRENO TORINO-LECCE - Al secondo giorno dal «battesimo» sulle rotaie, l’aria condizionata entra in funzione a metà percorso e un quarto dei servizi igienici è già rotto. I nuovi convogli di Trenitalia, che in Puglia hanno appena rimpiazzato gli Eurostar nei collegamenti con il Nord, mostrano i primi difetti sebbene ufficialmente siano stati appena «rimodernati». «La sensazione è quella di stare sulla graticola. Le ore scorrono lente, l’aria si fa pesante, l’impazienza cresce e la meta appare irraggiungibile. Abbiamo ripreso a respirare soltanto a Pescara, quando finalmente è stata riattivata l’aria condizionata». Letizia, secondo anno di ingegneria al Politecnico del capoluogo del Piemonte, è arrabbiata.

Lo sono anche gli altri passeggeri dell’Eurostar City - ieri per la verità non numerosi - che collega Torino con Lecce. Le lancette segnano le 17.37 quando il treno fa sosta nella stazione di Bari: 20 minuti di ritardo. Il primo impatto è rassicurante: ambienti puliti, poltrone azzurro scuro e chiaro, passeggeri che ingannano il tempo fra libri e riviste oppure navigando su internet. Il collegamento per i computer è garantito sia in prima che in seconda classe. Dettagli su cui pone l’accento la referente pugliese dell’ufficio stampa di Trenitalia, che a sorpresa «aggancia» cronista e fotografo appena messo piede sul vagone.

Pur avendo pagato il biglietto, e volendo quindi comportarci come semplici viaggiatori, la solerte addetta stampa pone una sorprendente «condizione» per la visita: proibito fare fotografie agli interni. Eppure nessun cartello lo vieta, nè ad alcun altro passeggero viene impedito di scattare una foto ricordo sul treno.

Nonostante il tour-sotto-scorta, i problemi del convoglio fresco di restyling emergono con evidenza. «È grave - tuona Marco, costretto ad attraversare l’Italia per portare lo stipendio a casa - perchè questi mezzi sono stati ristrutturati di recente e perchè in questo caso tanti posti sono rimasti vuoti».

I clienti di Trenitalia sono bene informati: sanno che l’Eurostar City che si è mosso da Torino alle 7.45 per giungere a Lecce alle 18.50 ha sostituito gli Etr 500, sottratti alla linea Adriatica per entrare in servizio sulle tratte della supervelocità. Sanno che a bordo non c’è più la carrozza ristorante, rimpiazzata da un angolo bar ancora in fase di allestimento. Sanno che le carrozze sono vecchie, ma rimesse a nuovo. Così, al secondo giorno di impiego, preoccupa il cartello con scritto «inutilizzabile» affisso su cinque servizi igienici su 19, due sui due vagoni di prima classe. Qualche water è ostruito, due porte sono bloccate.

«Un gruppo di ragazzi ha rischiato di rimanere sul treno», racconta Anna che ha appena finito di fumare una sigaretta in bagno, nonostante il divieto. Piccoli disservizi che agli occhi della madre di una ragazza pronta ad andare a vivere a Termoli sembrano giganti: «I biglietti costano troppo. Il servizio non è proporzionato al prezzo». Trentasette euro per raggiungere Termoli, 78 euro per andare da Lecce alla Mole antonelliana. In undici ore che possono trasformarsi in un incubo se si accumulano ritardi, se le toilette sono sporche oppure inagibili, se i condizionatori, in questo settembre torrido, fa come ieri i capricci. Spiacevoli sorprese a cui i passeggeri si devono purtroppo abituare.
Antonella Fanizzi

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