Troppo veloci per la Puglia: così Bari, Taranto e Lecce perderanno il Pendolino. Se la nuova compagnia di bandiera che prenderà il posto di Alitalia farà sapere come lasciare a terra i pugliesi, Trenitalia sa già quando trasformare la Puglia in un binario morto per i suoi Eurostar. Dal 9 settembre salta il Taranto-Milano delle 5,34 che arriva nel capoluogo lombardo in meno di nove ore e mezza: al posto di un Etr 500 ci sarà un Intercity revampizzato, come si dice. Niente più carrozza ristorante e tutti i comfort pubblicizzati da Trenitalia...

{affiliatetextads 1, category, _plugin}Fra un paio di mesi i pendolini spariranno anche dalle stazioni di Lecce e di Bari. Nel capoluogo pugliese, probabilmente in coincidenza con l´entrata in vigore dell´orario invernale, non partiranno più i quattro Eurostar che in meno di cinque ore arrivavano nella capitale e i tre pendolini che in otto ore arrivano a Milano. Da Lecce non ci saranno più i due Etr per Milano e i tre per Roma. Così come si parte, così non s´arriva nemmeno: da Roma e Milano per Bari, Lecce e Taranto, si potrà viaggiare ma senza le comodità offerte dal pendolino.

Il capoluogo salentino è stato il primo in Puglia a sperimentare la sostituzione di un pendolino con un vecchio "espresso" revampizzato. È accaduto cinque mesi fa. E in quella occasione, tra le proteste di tutti, Trenitalia spiegò che quella tratta non era frequentata tanto da giustificare una serie di comfort, come il ristorante. «Allora accettammo a denti stretti ma a condizione che fosse un caso isolato», dice l´assessore ai Trasporti della Regione Puglia, Mario Loizzo. E ora? «Se fosse così, come sembrerebbe emergere, sarebbe intollerabile», aggiunge. Ma tant´è. Trenitalia non potrebbe permettersi il lusso di lasciare gli Etr che possono viaggiare a 250 km all´ora, su binari che al massimo sopportano una velocità di 150 km all´ora. E la sostituzione dei pendolini che partono o arrivano in Puglia, probabilmente è legata alla data del 15 dicembre prossimo, indicata dalla società ferroviaria come l´inaugurazione dell´alta velocità che consentirà in un´ora di raggiungere Milano da Bologna e viceversa. Nel 2009 si prevede il completamento dell´alta velocità tra Torino e Salerno.

In questa situazione, la linea adriatica che è poi quella sulle quale insistono i collegamenti dalla Puglia verso Milano e Torino, rimane al palo perché si dovrà continuare a viaggiare a 150 chilometri orari. Non è una bella prospettiva anche perchè, senza i pendolini, coi nuovi treni aumenteranno i tempi di percorrenza mediamente di un´ora. Da Trenitalia avrebbe anche se informalmente, assicurato che almeno i tempi di percorrenza dei pendolini saranno mantenuti probabilmente eliminando qualche fermata.

«Queste spiegazioni non ci soddisfano - insiste Loizzo - i patti con Trenitalia non erano questi. Ci avevano assicurato che il ridimensionamento del Lecce-Torino sarebbe stato isolato perché non era per loro remunerativo. Non mi sembra ora che si possa dire la stessa cosa del Taranto-Milano di quelli che si vorrebbero togliere a Bari e a Lecce. Se così fosse saremmo in presenza di una vera e propria strategia penalizzante per la Puglia davanti alla quale non possiamo rimanere fermi». Secondo Loizzo, a parte il disservizio, la soppressione avrebbe come conseguenza anche il rischio licenziamento per i 60 dipendenti che garantiscono i servizi a bordo dei pendolini. «Quando hanno sostituito ad aprile il Lecce-Torino con Eurostar City, siamo riusciti a salvare l´80 per cento del personale diventato in esubero, ma questa volta l´impresa sarebbe ancora più difficile».

Cinque mesi fa, a Lecce scoppiò il finimondo. Mancavano pochi giorni alle elezioni politiche che avrebbero rovesciato il governo Prodi ma con la mediazione dell´allora ministro ai Trasporti, Alessandro Bianchi, si riuscì a strappare l´impegno che non ci sarebbero state altre sostituzioni di pendolini. La Regione, in questo caso, può fare poco: per questi collegamenti interregionali, la gestione passeggeri è nelle mani di Trenitalia e del ministero dei trasporti. «Sarebbe il caso che quanti protestavano cinque mesi fa, fra cui l´onorevole Raffaele Fitto che oggi è un ministro della Repubblica, si rimbocchino le maniche ora», attacca polemicamente Loizzo.

A Taranto lo ha già fatto l´onorevole Ludovico Vico, del Pd come Loizzo. Ieri conferenza stampa nella stazione ferroviaria di Taranto per ricordare che un anno fa, con la Finanziaria per il 2008, furono garantiti i fondi perché la Puglia non fosse privata nei collegamenti ferroviari degli Eurostar. «Gli Etr 500 - spiega Vico - sono i migliori che abbiamo se ce li tolgono si tratta di un declassamento. Se questi sono i primi passi del federalismo, cominciamo male. Lo voglio ricordare al ministro Fitto - insiste Vico - perché dopo le sei basi della nuova Alitalia e la storia degli Etr che vanno via dalla Puglia per potenziare il versante tirrenico, lascia sguarnito il corridoio adriatico e questa si sta materializzando come politica di governo».

Piero Ricci
(da La Repubblica di Bari)