Secondo la Finanziaria, le città avrebbero dovuto differenziare una quota pari al 40% del totale dell’immondizia prodotta, ma il traguardo è stato fallito. Dal 1° gennaio 2009, la Regione praticherà aumenti sull’ecotassa a danno di tutte le realtà locali che non si sono adeguate. A cascata gli aumenti avranno riflessi sulla tassa rifiuti di tutti i cittadini...

Giro di vite sulla raccolta differenziata dei rifiuti in Puglia. Il governo regionale passa alla fase due e coinvolge le Prefetture affinché allertino i Comuni sui rischi nei quali incorrerebbero qualora proseguissero nella loro (per ora) non efficacissima azione di diffusione delle buone pratiche di separazione dei rifiuti a domicilio. Dai palazzi del Governo, così come prevedono le procedure di legge, sono partite proprio in questi giorni le lettere nelle quali si ricorda alle municipalità che è un obbligo di legge raggiungere gli obiettivi fissati già due anni orsono nella legge Finanziaria dello Stato e che il mancato raggiungimento delle soglie indicate (per il 2008 si prevedeva il 40%) apre inevitabilmente la strada verso l’attivazione di poteri sostitutivi a quelli ordinari.

In parole povere, i Comuni che non si danno da fare rischiano il commissariamento. «Commissariamento - ricorda l’assessore regionale all’Ecologia, Michele Losappio - che comunque, è bene specificarlo, non riguarderà il ciclo complessivo del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti, bensì solo ed esclusivamente la raccolta differenziata ». Una volta arrivate a destinazione le sollecitazioni inviate per lettera dalle rispettive Prefetture, i Comuni saranno formalmente informati di essere inadempienti rispetto a quanto disposto come obbligo di legge. Questo «avvertimento» è preliminare e necessario al successivo provvedimento che spetta alla giunta regionale, la quale alla ripresa dei lavori, già nei primi giorni di settembre, valuterà criteri e modalità attraverso i quali procedere verso l’eventuale commissariamento. Sempre facendo riferimento a quanto stabilito per legge, alle amministrazioni locali verrà inviato dalla regione un provvedimento formale con l’intimazione a mettersi in regola con i parametri di legge in un termine congruo di tempo (30 giorni?). Qualora, scaduto il termine, non dovesse essere comunque raggiunto l’obiet - tivo del 40%, allora non ci sarebbero più ostacoli per l’esercizio dei poteri sostitutivi. Così come recentemente nel caso dell’adesio - ne di Comuni alle Ato (Autorità territoriali ottimali per i rifiuti), sarebbe verosimile attendersi l’affidamento dei poteri straordinari agli stessi sindaci in veste di commissari ad acta per la raccolta differenziata dei rifiuti.

«Ovviamente - spiega ancora Losappio - sarebbe difficile, visti i dati attuali, commissariare tutti i Comuni pugliesi. per questo la giunta regionale fisserà criteri per individuare chi materialmente vi rientrerà». Nelle scorse settimane si era parlato della possibilità di colpire quelle amministrazioni particolarmente in ritardo sulla tabella di marcia e in particolare quelle che non avessero raggiunto neanche il 5% di differenziazione nella raccolta dei rifiuti. Stando ai dati aggiornati mensilmente sul portale ambientale della Regione Puglia, ci sarebbero al momento 64 amministrazioni potenzialmente coinvolte. Ma il commissariamento sarebbe solo una delle misure «punitive» ideate dalla legge per spingere tutti sulla strada della separazione a domicilio dei rifiuti (la carta dalle plastica e dal vetro, gli scarti di cucina dall’alluminio e da carta e cartone). Dal 1 gennaio, è bene ricordarlo, entrerà in vigore il sistema in base al quale aumenterà l’ecotassa a danno di tutti quei Comuni in ritardo con la raccolta differenziata. A cascata, l’aumento dell’ecotassa si riverbererà inevitabilmente sulla tassa rifiuti dei singoli cittadini. Ma ci sono anche misure premiali, con sconti sull’ecotassa, per quei Comuni che invece mostreranno di essere in regola.

• Buoni numeri a Bari; Lecce e Taranto in ritardo

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