No alle biomasse perchè proposte da politici di sinistra, si a nucleare perchè proposto da politici di destra...questa è l'amara quanto infantile verità degli uomini di Berlusconi in Puglia...

{affiliatetextads 1, category, _plugin}E il Salento è ormai da anni la punta di diamante della nostra regione. Immaginiamo naturalmente la gioia di quanti hanno investito e vivono grazie al settore turistico e come i flussi aumenteranno vertiginosamente quando si saprà che insieme al mare, al sole e al vento offriremo l’energia nucleare della premiata ditta Pdl.

A Lecce, a Collepasso e a Sannicola gli uomini di Berlusconi hanno allarmato e aizzato i cittadini delineando lugubri scenari provocati dalle centrali a biomasse e, nel caso di Sannicola, impedendo l’insediamento di un’azienda, come ce ne sono altre 22 in Italia, in grado di produrre traccianti radiomarcati ad uso biomedicale. E adesso il colpo di teatro: i girasoli, la soia, il tabacco sono più pericolosi dell’atomo! L’Italia e la Puglia, pertanto, possono ospitare nuove centrali nucleari. E siccome l’unica programmazione degli impianti è quella degli anni ’80, vai con la scelta di Nardò ed Avetrana. Naturalmente non ci aspettiamo che quanti si incatenarono a Collepasso, che non dista molto da Nardò, abbiano la coerenza di ripetere la stessa sceneggiata, ma un pizzico di coraggio civile per esprimere un seppur flebile no lo attendiamo.

Ma soprattutto aspettiamo il ministro Fitto al varco. Il suo decisionismo è proverbiale e produce fatti politici ogni giorno: a Lecce con quattro righe ha bloccato tutto il procedimento della centrale a biomasse attivato dal duo Poli-Pisanò; adesso invece è già salito sulle barricate a dirci quanto è buono e bello il nucleare. E tutti i suoi devoti parlamentari e consiglieri regionali pronti a dire di sì. Ma il Salento, e la Puglia, non hanno bisogno di energia nucleare. Anzitutto perché la nostra regione, e il Salento, con Cerano, esporta oltre il 50% dell’energia prodotta e paga già un prezzo altissimo in termini di inquinamento ambientale e di danni alla salute; in secondo luogo perché con il piano energetico regionale la Puglia di Vendola ha scelto la strada dell’energia da fonti rinnovabili e del risparmio energetico; infine perché l’Italia deve stare, eventualmente, dentro le ricerche per il nucleare di quarta generazione, che è più sicuro e più economico, e non riciclare il programma di impianti nucleari di trent’anni fa.

In questi giorni, nonostante i tanti profeti di sventura, sono stati resi noti in materia di flussi turistici: la Puglia è la seconda regione italiana, dopo la Sicilia, per numero di turisti.