http://musicamore.blog.tiscali.it/files/2011/03/ALLUVIONE-MARINA-DI-GINOSA-003.jpg"La Regione Puglia solidarizza con le iniziative di protesta dei cittadini di Ginosa, colpiti dall'alluvione del marzo scorso. Anzi, a guardarci bene siamo proprio fuori dalla grazia di Dio, perché osserviamo il più tragico gioco delle finzioni sull'argomento, nonostante in queste ore il paese abbia i morti in casa." Lo ha detto L'assessore alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati, riferendosi alle manifestazioni di protesta che da questa mattina l'associazione "Terre Joniche" ha intrapreso, presidiando la statale 106 Jonica, allo scopo di ottenere dal Governo nazionale risorse per le comunità di Puglia e Basilicata colpite dall'alluvione del marzo scorso. 

"Siamo di fronte al gioco dello scarica barile - ha detto Amati - con la Presidenza del Consiglio dei Ministri che qualche giorno fa, con apposita lettera, ha negato l'incontro richiesto dal Presidente Vendola, adducendo ragioni documentalmente false (mancato riscontro a richieste di informazioni), come potrebbe testimoniare il Capo Dipartimento della Protezione civile Prefetto Franco Gabrielli. A questo punto è opportuna una ricapitolazione! Nell'immediatezza degli alluvionali la Regione Puglia chiedeva al Governo nazionale, per il tramite della Protezione civile, la dichiarazione d'emergenza, finanziando con risorse proprie il Comune di Ginosa nella misura di 100 mila euro, per le più immediate necessità.

La dichiarazione d'emergenza fu deliberata dal Consiglio dei Ministri il 7 aprile, senza la previsione di un solo centesimo di euro. Successivamente, con nota del 10 aprile il Dipartimento di Protezione civile chiese alla Regione Puglia una relazione sull'area interessata all'evento, sulle iniziative di contrasto alla criticità ritenute valide e sulla quantificazione del fabbisogno finanziario. Poiché tale relazione era richiesta in piena vigenza della vergognosa normativa sul cofinanziamento regionale delle disgrazie, ci preoccupammo, nonostante tutto, di garantire la nostra quota di finanziamento, da quantificare in sede di negoziato col Governo nazionale. La relazione fu inviata in data 13 aprile 2011, corredata da quanto richiesto. Da quel momento non è accaduto nulla: solo colpevole ritardo del Governo nazionale. 

Per sollecitare interesse sulla questione, ed accogliendo una richiesta del comitato dei cittadini, in data 26 luglio reiterammo al Ministro dell'Economia e a tutti i soggetti interessati, la nostra disponibilità a cofinanziare gli interventi, chiedendo un incontro urgente. Anche questa volta nulla, nonostante l'impegno di tutti i parlamentari eletti nel territorio, compresa una mozione dell'On. Vico (approvata e mai eseguita dal Governo), e dei Consiglieri regionali residenti nella Provincia di Taranto. Dopo qualche mese, ancora una volta all'esito di un incontro con i cittadini, il Presidente Vendola richiedeva al sottosegretario Letta un incontro, ribadendo la disponibilità della Regione a concorrere al finanziamento. Quest'ultima lettera è l'unica riscontrata, con diniego però dell'incontro richiesto, adducendo la mancata produzione di informazioni e di disponibilità della Regione al cofinanziamento. Niente di più eccentrico rispetto alla realtà.

Se continua così - ha concluso - ed il Governo nazionale non dirà con chiarezza che non è disponibile a destinare un euro alla questione, trincerandosi dietro il più insopportabile burocratese, peraltro non rispondente alla realtà, è ovvio che sulle strade, e non solo con le carte nel rispettoso ossequio del ruolo istituzionale che ci compete, ci sarà anche la bandiera della Regione Puglia”. "Oltre alla disponibilità a cofinanziare gli interventi ritenuti più utili, la Regione Puglia ha ulteriormente compiuto il proprio dovere sull'argomento, anche in termini di cofinanziamento in materia di emergenze, approvando l'art. 30 della legge regionale n. 14 del 6.7.2011. Detta disposizione destina 500.000 euro, immediatamente utilizzabili per i fatti alluvionali del marzo scorso. Poiché non vi è atto più formale di una legge, ci attendiamo che sull'argomento si smetta di tergiversare."