Nella conferenza stampa tenutasi per chiarire la posizione della Regione Puglia sul nuovo ospedale di Taranto Nichi Vendola ha dichiarato che l'ospedale si farà con o senza il San Raffaele. "Qualora la prima università di Italia e il primo Irccs dovessero fallire" ha dichiarato il Presidente, "la Regione continuerà verso la costruzione del nuovo ospedale perchè Taranto merita di avere una struttura specialistica importante e all'avanguardia". Poi ha lanciato una stoccata verso chi provvede a sabotare il progetto dato che "vi è un ceto professionale di parassiti che gioca a spezzare il progetto"

Questi parassiti sarebbero coloro che abitano nelle strutture sanitarie private i quali guadagnano sulla pelle dei tarantini dato che, non essendoci strutture idonee, questi ultimi sono costretti a intraprendere i tanto tristemente famosi viaggi della speranza. Vendola ha inoltre dichiarato che le risorse saranno pubbliche e quindi l'ospedale sarà pubblico mentre la gestione dovrebbe essere sperimentale in partnership con il San Raffaele per i primi tre anni. I dipendenti dei due ospedali del circondario che chiuderanno saranno assunti con contratto pubblico della sanità e non quello privato che si utilizza negli Irccs.

"Un tarantino su tre, ricordano Vendola e Pelillo, è costretto a farsi curare fuori provincia. Il costo di tale mobilità passiva è di 130 milioni all’anno, di cui una quarantina per cure fuori della Puglia". "È come regalare un ospedale ogni anno" aggiunge Vendola. Per questo occorre l’investimento e per questo è necessaria la partnership con il San Raffaele di Milano, "ossia l’istituzione che guida la prima università privata italiana e il primo istituto di ricerca. Casa sollievo San Giovanni Rotondo è al 15 °".  Il San Raffaele, insiste Vendola, è "il  numero uno per assistenza, ricerca e didattica: ce ne serviremo per farci accompagnare nel nostro ambizioso investimento".

Entro giorno 15 Settembre comunque dovrebbe essere vagliata la posizione del San Raffaele e le relative garanzie.  Importante anche la posizione del PD e dell'assessore Pelillo che centra un importante problema: "Quando i tarantini si curano fuori provincia, quei soldi finiscono nella mani di qualcuno. Ci sono pezzi di sanità privata che reggono le proprie finanze sulle disgrazie di Taranto. Ma i tarantini hanno il diritto di curarsi a casa propria"