Sorpresi a smantellare trulli settecenteschi e muretti a secco secolari in una campagna di Manduria, in contrada Pappaferi, quattro lavoratori “in nero” sono finiti nei guai insieme con tre responsabili. A sorprendere i predatori di beni del patrimonio storico-culturale della nostra terra, protetto e tutelato da apposite leggi, sono stati i militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Manduria, diretti dal tenente Carlo Balestra. La scoperta del traffico di pietre è avvenuta dopo complesse indagini ed appostamenti finalizzati alla tutela del patrimonio artistico ed antropologico del territorio dei Messapi. Sul luogo preso di mira, difficile da raggiungere con veicoli poichè non c’è strada ma un tratturo, così come da notare in quanto interamente circondato da ulivi, le Fiamme Gialle hanno anche trovato un camion con rimorchio ed una pala meccanica. (corriere del giorno)

I quattro lavoratori, uno dei quali risultato in cassa integrazione, erano tutti alle dipendenze, sebbene nei loro confronti non era stata formalizzata alcun tipo di assunzione, di una ditta barese tra l’altro già nota per vicende simili. I militari sono riusciti a risalire non solo all’azienda ma anche al proprietario dei terreni agricoli depredati. Ad essere saccheggiati sono stati quattro tetti conici dei trulli e centinaia di metri di muretti a secco. Il tutto dietro accordo della ditta con il proprietario terreno, secondo l’accusa.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Il prezioso pietrame, parte del quale munito di decorazioni in basso rilievo, era già stato caricato su un camion con rimorchio. Ed era destinato, secondo gli investigatori, in ville del Nord Italia. Gli acquirenti sembra siano disposti a pagare cifre astronomiche pur di avere un “pezzo” di Puglia nei loro giardini e per decorare le loro ville. L’azienda, operante anche nel settore del giardinaggio, ritenuta responsabile dell’asportazione illegale dei beni tutelati, in quanto priva di qualunque autorizzazione per lo smantellamento delle costruzioni rurali, è risultata a seguito di mirati accertamenti già gravata da altre denunce per analoghi reati. Sembra infatti che sia responsabile di devastazioni simili in danno a strutture presenti nella Valle d’Itria, in particolare Alberobello e Martina Franca. Dopo tali denunce l’“attività illegale” sarebbe stata spostata nel Manduriano.

Dalle indagini da parte della Guardia di Finanza di Manduria risulta, al momento, che l’azienda abbia un fatturato di circa 200-300mila. Ulteriori accertamenti sono in corso per quantificare l’ammontare del danno e del giro d’affari che avrebbe fruttato al proprietario del terreno, all’affittuario dello stesso ed al responsabile della ditta barese dopo la vendita di “pezzi di storia” della Puglia. Gli investigatori sono infatti certi che il proprietario terriero e l’affittuario ricevevano compensi in cambio della demolizione dei trulli e dei muretti a secco che, non solo non avrebbero impedito in alcun modo, ma nemmeno denunciato. I tre dovranno rispondere di danneggiamento e sottrazione di beni di interesse paesaggistico-ambientale. L’area interessata dal depauperamento, insieme con i resti dei trulli e dei muretti, nonchè i mezzi trovati sono stati posti sotto sequestro giudiziario.

(A. Caia.) - Corriere del Giorno