Uhttp://www.repubblica.it/images/2011/07/22/162317189-7af20a33-b907-44e9-a3e8-743efb409a0e.jpgna immane tragedia ha colpito la Norvegia. Erano circa le 15.30 di ieri quando una bomba esplode nel centro di Oslo, vicino alla redazione di un noto giornale. Qui sarebbero morte almeno 7 persone, grandi danni inoltre ai palazzi del circondario. Ma vi sono circa 84 morti a Utoya, un'isola dove si teneva un meeting di Giovani Laburisti. Pochi minuti dopo la bomba di Oslo infatti pare che un giovane xenofobo di destra, tal Anders Behring Breivik si sia infiltrato nel meeting dei giovani di sinistra, dove stava per arrivare anche il Premier Norvegese, e ha fatto fuoco con armi pesanti.

Secondo i media norvegesi il sospetto milita in ambienti estremisti di destra e aveva due armi registrate a suo nome, una delle quali un fucile automatico, probabilmente lo stesso con cui ha aperto il fuoco all'impazzata contro i circa 600 partecipanti del campus laburista, uccidendone almeno 80. Pare inoltre che il giovane xenofobo si aggirasse per l'isola già dal giorno prima probabilmente per pianificare la strage.

  Poco dopo il primo attentato è giunta una rivendicazione da parte del gruppo terroristico Ansar al-Jihad al-Alami che ha diffuso un messaggio sul forum jihadista 'Shmukh' in cui motiva gli attentati ad Oslo come ritorsione alla presenza della Norvegia in Afghanistan e agli "insulti" al profeta Maometto. "Dall'attentato a Stoccolma, avevamo avvertito che vi sarebbero state altre operazioni", si legge nel messaggio. Successivamente il gruppo ha smentito tutto: "Non siamo stati noi". In serata, poi, è arrivata anche l'indiscrezione secondo cui la polizia è convinta che non si tratti di terrorismo internazionale. Per gli investigatori gli attacchi sono invece collegati a "movimenti sovversivi locali".