La Procura della Repubblica non ha accolto la richiesta di sequestro degli impianti dell'ILVA formulata dai militari del NOE. I carabinieri in quaranta giorni di osservazioni e analisi hanno evidenziato tre grandi criticità del grande impianto siderurgico. La prima riguarda la frequente emissione di grandi nuvole rosse dalle acciaierie 1 e 2, i militari infatti hanno constatato come queste emissioni con chiare presenze di ossidi di ferro potrebbero essere pericolose per i soggetti asmatici e comunque anche l'ARPA ha richiesto che queste emissioni siano tenute sotto controllo mentre ovviamente per l'ILVA si tratta di una materia che non dovrebbe rientrare nell'AIA.

Una seconda criticità riguarda le torce che sovente si accendono. I militari infatti sospettano che queste torce non si accendano per una questione di sicurezza legate a sporadiche gestioni di emergenze ma si accendano per bruciare gas di scarto propri della produzione. E ancora vi è la terza criticità consistente in emissioni diffuse e massicce nell'area "gestione rottame ferrosi" dato che a loro dire, si tratta di processi produttivi legati al taglio di elementi ferrosi che rilascerebbero in maniera incontrollata una grande quantità di polveri che poi andrebbero a ricadere su aree contigue "densamente popolate" dove ci potrebbero essere dei problemi legati sia alla salute dei cittadini che alla generale tutela ambientale.