I carabinieri del Noe hanno sollecitato il sequestro degli impianti dell'Ilva di Taranto alla luce dell'inquinamento riconducibile agli impianti della grande fabbrica dell'acciaio. La richiesta al gip conclude un corposo rapporto spedito all'attenzione della procura di Taranto nell'ambito dell'inchiesta sulle emissioni nocive dai camini dello stabilimento siderurgico.

I carabinieri del nucleo operativo ecologico per quaranta giorni hanno monitorato l'attività dei reparti del colosso dell'acciaio con tanto di rriscontri filmati e fotografici. E' emerso un quadro sconcertante che ha convinto a spingere per l'adozione di un provvedimento di natura cautelare.

Il rapporto si inquadra nell'indagine avviata per individuare le fonti dell'inquinamento da diossine, pcb e benzoapirene registrato a Taranto e provincia. L'inchiesta sta vivendo un decisivo incidente probatorio con al centro una maxi perizia che dovrà rispondere ai quesiti posti dai giudici, ma soprattutto ai tanti dubbi che tengono sulla graticola la terza città del Mezzogiorno, costrettta a vivere gomito a gomito con l'industria pesante.