BARI – La Puglia, tra le prime regioni ad aver attivato un sistema di monitoraggio d’eccellenza nelle zone a più alto rischio ambientale, si è dotata di un nuovo strumento per il contenimento dei livelli di benzo(a)pirene. Il Consiglio regionale pugliese ha infatti approvato ieri all’unanimità un disegno di legge che prevede un intervento immediato da parte della Regione nelle aree comprese nel territorio della provincia di Taranto in cui viene accertato il superamento del valore medio su base annuale di 1 nanogrammo al metro cubo di benzo(a)pirene.  Dalla Puglia arriva così la risposta al decreto legislativo 155/2010, una legge pubblicata in gazzetta ad agosto che ha rimandato al 2013 il raggiungimento dell’obiettivo di un nanogrammo per metrocubo di benzo(a)pirene in aria e che per questo è stata aspramente critica dalle associazioni ambientaliste, tanto da averla chiamata 'salva-Ilva' (in riferimento allo stabilimento di Taranto).

Ad inizio febbraio la Commissione Ambiente della Camera ha poi approvato a maggioranza una risoluzione sulla normativa relativa al benzo(a)pirene chiedendo al ministero dell’Ambiente la possibilità di rivedere il decreto legislativo 155/2010. Con la normativa nazionale – avevano lamentato le associazioni ambientaliste – non solo si permette comunque di non rispettare gli adempimenti nel caso in cui la loro attuazione comportasse costi sproporzionati (per agire sulle principali sorgenti di emissione) ma ad oggi e fino al 31 dicembre del 2012 nelle città superiori ai 150mila abitanti non c'è alcun limite. 

{affiliatetextads 2,,_plugin}Con il disegno di legge approvato ieri dal Consiglio regionale della Puglia la Regione ha predisposto una norma 'anti-benzo(a)pirene' che prevede un intervento immediato, da attuare nel più breve tempo possibile in caso di superamento del limite di 1 nanogrammo al metro cubo, facendo espresso riferimento al pericolo di un danno grave per la salute dei tarantini e degli abitanti della provincia. Alla Regione spetterà il compito di adottare le misure necessarie ad intervenire sulle principali sorgenti di emissione che abbiano influenza sulle aree in questione, inserendole in appositi piani di risanamento.

VENDOLA: SU BENZO(A)PIRENE BUONA PAGINA
“Non il mio governo ma la Regione, in tutte le sue espressioni politiche e culturali, ha scritto una pagina buona per la Puglia”. Lo ha detto il presidente della Giunta regionale pugliese, Nichi Vendola, commentando l'approvazione – avvenuta ieri all’unanimità – da parte del Consiglio regionale del disegno di legge relativo alle misure per il contenimento dei livelli di benzo(a)pirene nell’area di Taranto. Il ddl, in particolare, prevede un intervento immediato da parte della Regione nelle aree comprese nel territorio della provincia di Taranto in cui viene accertato il superamento del valore medio su base annuale di 1 nanogrammo al metro cubo di benzo(a)pirene. 

“Oggi scriviamo una pagina buona, dietro cui c'è tanto dolore, visto che sono inquietanti in assoluto i dati sul quartiere Tamburi di Taranto, con quasi, – ha spiegato Vendola - un raddoppio rispetto al limite di 1 nanogrammo al metro cubo”. “La stessa Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) della Puglia, tuttavia, sottolinea come nel corso dei monitoraggi si stiano registrando dei trend migliorativi. Noi - ha aggiunto – non dobbiamo solo mettere sotto controllo le emissioni e non considerare gli inquinanti con una dato fatale con cui coesistere, ma abbiamo una sfida più grande legata ai cicli delle bonifiche che, tanto più in tempo di crisi, sono cicli economici virtuosi ed ambientali necessari”. 

“Stiamo chiudendo le bonifiche di Manfredonia, abbiamo davanti i siti di interesse nazionale di Brindisi e Taranto; c'è insomma – ha detto Vendola – la possibilità di mettere in piedi il ciclo della bonifica e ragionare a tutto campo di economia ed ecologia, su un terreno di ulteriore convergenza di tutte le forze politiche”.

Il presidente della Regione ha accolto positivamente l’atteggiamento dell’opposizione di centrodestra e l’ha ringraziata in Aula per il positivo iter del disegno di legge. Da parte sua l’assessore regionale all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, ha annunciato che “si lavorerà per arrivare ad una normativa organica sulla qualità dell’aria”. “Intanto – ha detto – abbiamo licenziato una norma cautelare che guarda al grave pericolo per la salute fissando il limite di 1 nanogrammo. E' un legge che può essere d’esempio in Italia, perchà arriva prima nel panorama legislativo ambientale”.

“E' stato un percorso positivo – secondo Michele Losappio, capogruppo Sel – e diretto a coniugare salute, ambiente e progresso”. “Un confronto costruttivo da parte di tutti che ha consentito – ha aggiunto Rocco Palese, capogruppo Pdl – di arrivare a questo importante risultato”.

{affiliatetextads 1,,_plugin}IL MINISTERO VORREBBE MONITORARE IN CONTINUO LE EMISSIONI
Definire un nuovo protocollo integrativo per un sistema di campionamento continuo delle diossine nelle emissioni dell’impianto Ilva di Taranto. Questo l'obiettivo al centro dell’incontro che si è svolto oggi al ministero dell’Ambiente, dove si è riunito il tavolo tecnico che nel febbraio del 2009 ha integrato l’Accordo di programma 'Area industriale di Taranto e Statte'. 

Un accordo quello del 19 febbraio di due anni fa che si concluso «positivamente con la sperimentazione e la successiva realizzazione, da parte di Ilva, di impiantii innovativi che hanno consentito, in poco più di un anno, di ridurre drasticamente le emissioni di diossine dall’acciaieria di Taranto». 

Alla riunione di oggi hanno partecipato rappresentanti dei ministeri dell’Ambiente, della Salute, e dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), della regione Puglia, dell’Arpa Puglia e dell’Ilva. 

Si è concordato così - spiega una nota del ministero di via Cristoforo Colombo – di procedere ad una preliminare ricognizione tecnica sulla base della quale formulare una proposta da sottoporre alle parti firmatarie dell’accordo. I partecipanti hanno, poi, espresso «viva soddisfazione» per la possibilità di avviare, «in tempi brevi, la sperimentazione di una nuova tecnica» da cui sono attesi «miglioramenti delle conoscenze e degli strumenti di tutela della salute e dell’ambiente».

LEGAMBIENTE: SU BENZO(A)PIRENE SEGNALE CHIARO 
“Si tratta di un importante segnale politico, in controtendenza rispetto a quanto avvenne in occasione dell’approvazione della legge antidiossina che vide l'opposizione astenersi in consiglio regionale”. 

E’ questo il commento di Legambiente in occasione della votazione avvenuta all’unanimità nell’aula del Consiglio regionale della Puglia della legge regionale sulle emissioni di benzo(a)pirene in atmosfera. In una nota congiunta a firma di Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale dell’associazione, Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, e Lunetta Franco, presidente del circolo di Taranto, si sottolinea l’importanza della iniziativa. 

“Si tratta di una legge – si sottolinea – che ancora non definisce nel dettaglio i tempi entro cui far rientrare le concentrazioni di questo pericoloso cancerogeno entro il limite di un nanogrammo per metro cubo, ma ci auguriamo che la condivisione tra maggioranza e opposizione in Consiglio regionale possa essere replicata anche a livello nazionale in Parlamento, per obbligare il ministero dell’Ambiente a rivedere l'impianto del decreto legislativo 155 del 2010 nelle sue parti più pericolose che di fatto aiutano l’Ilva a ritardare gli interventi sui suoi impianti, esautorando la Regione dei suoi poteri”.

(C) Lagazzettadelmezzogiorno.it