I tecnici dell'Acquedotto Pugliese hanno rilevato nei giorni scorsi la presenza di quattro bypass per eludere il contatore ed evitare il conteggio dei consumi sul territorio pugliese e denunciato i fruitori alle locali stazioni dei Carabinieri. In particolare nell'agro di Avetrana, Contrada Strazzati, provincia di Taranto e a Modugno, provincia di Bari. L'intervento si inserisce nell'ambito del progetto "Archimede", la campagna per la rilevazione e rimozione delle situazioni di illegalità e prelievo abusivo anche domestico su tutto il territorio servito.


Dall'analisi dei dati di consumo rilevabili dalle banche dati aziendali e dal telecontrollo sono emerse circa 50mila posizioni anomale. Tra queste, le più diffuse sono quelle relative a consumi storici atipici rispetto ai contratti sottoscritti con l'azienda e incongruità di utenze che non sono attive con servizi idrici e fognari (quelle utenze che, ad esempio, pur in presenza di un servizio idrico non dispongono di un impianto fognario).

{affiliatetextads 1,,_plugin}Tutte le posizioni elaborate da un gruppo di esperti in sistemi informativi e di gestione commerciale sono ora state trasferite alle unità operative locali organizzate su base provinciale che stanno effettuando le verifiche sul campo e, dove necessario, procedono al ripristino della legalità rimuovendo gli eventuali allacci abusivi e denunciandone i fruitori. Diverse decine gli allacci abusivi rilevati e rimossi, a partire dallo scorso anno su tutta la Puglia, con particolare concentrazione nell'area del Gargano, del Tarantino e del Brindisino, ma le operazioni si stanno estendendo a tutto il territorio servito. Il recupero del corrispettivo per il servizio erogato, ma non riscosso, si applicherà fino a dieci anni dalla scoperta del prelievo abusivo.

Una attività oggi resa possibile grazie al telecontrollo delle reti e all'introduzione, a partire da questa estate, della nuova flotta aziendale di officine mobili: 103 automezzi furgonati dotati della più moderna attrezzatura e alti standard di sicurezza, che consentono interventi immediati sulle reti e la ricerca puntuale di perdite e prelievi abusivi.


"L’acqua è un bene comune - afferma Massimiliano Bianco, direttore generale di Acquedotto Pugliese - che impone diritti e doveri. In capo alla collettività quella di contribuire al mantenimento dei richiesti standard di qualità del servizio. L’azione svolta da Acquedotto Pugliese, infatti, ha un costo e viene attuata senza alcun intervento della fiscalità generale, ma semplicemente grazie al pagamento di un corrispettivo da parte dei titolari dei contratti di somministrazione che, con la correttezza dei loro comportamenti, garantiscono a tutti la fruibilità del bene.

{affiliatetextads 4,,_plugin}“Il comportamento omissivo - prosegue - assunto da qualcuno (duole richiamare) è dannoso per Acquedotto Pugliese, che svolge la propria attività grazie al corrispettivo per il servizio reso e soprattutto irrispettoso nei confronti di quegli utenti che onorano con puntualità le fatture, consentendo, di fatto, il servizio anche a chi non onora i suoi impegni. Crediamo molto in questo progetto, unico modo che conosciamo in Acquedotto per rispettare e difendere il valore dell’acqua, bene comune, perché legalità e rispetto delle leggi rappresentano la stella polare della nostra attività.

“Perché dedicare ad Archimede il progetto? Semplice – conclude. - Poiché parliamo di leggi, ci è sembrato naturale dedicare questo nostro impegno a colui che per primo ha parlato di leggi sull’acqua. Nel campo della fisica, ogni ricercatore lo sa, il rispetto delle leggi è fondamentale per le attività di ricerca e sviluppo di strumenti e tecnologia. Un po' quello che succede da noi nel campo del servizio idrico: senza il rispetto delle leggi da parte di tutti, non potremmo garantire l’acqua".
Ufficio Stampa AQP