"La vicenda rifiuti, con tutte le implicazioni del caso, ripropone con rinnovato vigore un tema cruciale per la vita politica dei nostri giorni: il rapporto tra governo e responsabilità e, sotto un altro profilo, tra consenso e popolarità. La comunità tarantina, che da qualche tempo noi amiamo chiamare la Terra Ionica, appare stordita come un pugile al tappeto: la discussione di merito dei problemi umiliata dalla demagogia, la responsabilità istituzionale soppiantata dalle furbizie personali, il confronto delle idee costretto a cedere il passo alla demonizzazione dell'avversario.

Ho memoria sufficiente per ricordare che non è la prima volta che lancio questo allarme, senza ovviamente avere la presunzione di insegnare nulla a nessuno. Ho deciso di riprendere questo ragionamento solo per il timore che questo stato di cose determini un'implosione sociale e una guerra di tutti contro tutti. Da tanto, troppo tempo, viviamo una sorta di "eclisse della ragione" che ci impedisce di vedere con chiarezza che si è aperta una nuova fase politica piena di incognite e di difficoltà. In questo contesto, la Provincia di Taranto si è sforzata di rappresentare un sicuro punto di riferimento istituzionale per offrire un contributo serio alla soluzione dei tanti problemi che attanagliano il nostro territorio. Ma la mitezza ed il senso di responsabilità, questo è il punto, spesso vengono scambiati per debolezza. In una società complessa, dove si confrontano e si scontrano interessi contrapposti, l'arte della mediazione è caduta in disgrazia. Nella società della comunicazione vince chi la spara più grossa e poco importa se poi si viene sconfessati dalle severe repliche della storia che magari dimostrano l'esatto contrario.

Dal generale al particolare, prendiamo la questione rifiuti. Le Province sono enti locali di secondo livello che non gestiscono autonomi processi decisionali o legislativi al pari delle Regioni, o amministrativi come i Comuni; esse si occupano prevalentemente di procedure amministrative e solo in alcuni casi, come per le strade e le scuole, hanno responsabilità dirette.
Ciò nonostante la Provincia di Taranto appare come il luogo dove tutto si può e tutto si deve. La Regione Puglia legifera in materia di agricoltura, caccia, parchi, rifiuti, sostegno all'occupazione, ambiente; eppure, dove si è scatenato nei giorni scorsi l'epicentro delle contestazioni sulla questione rifiuti? Alla Provincia di Taranto. E perché? Perché noi ci assumiamo responsabilità. Facciamo consigli monotematici per chiedere misure a sostegno dell'agricoltura; ascoltiamo le ragioni dei cacciatori; raccogliamo le sollecitazioni di chi vuole il parco delle Gravine; diventiamo gli interlocutori principali dei disoccupati che si battono per la raccolta differenziata. E l'elenco sarebbe ancora lungo, penso per esempio alle numerose vertenze sociali su cui non ci siamo mai tirati indietro.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Abbiamo forse peccato di generosità ma quel che è certo è che abbiamo sempre operato con la serenità di chi ha la coscienza a posto e si batte per migliorare le condizioni di vita delle donne e degli uomini che abitano in Terra Ionica. Ma questo approccio, anche in termini di consenso e popolarità, non paga. Analizziamo la questione ambientale. Nella fase più acuta della sacrosanta battaglia dei cittadini e delle associazioni contro l'inquinamento, quando molti volevano la chiusura delle industrie, noi ci siamo battuti per affermare il principio che buon ambiente e lavoro sicuro possono e devono coesistere. In quella circostanza, pagai personalmente un prezzo altissimo in termini di immagine e popolarità; oggi registro con vivo stupore e sincera ammirazione che quasi tutti sono schierati sulla mia stessa posizione. In conclusione: o siamo capaci di mettere all'angolo le pulsioni demagogiche e populiste oppure sarà difficile superare l'attuale impasse. Per il bene della nostra terra, abbiamo il dovere di promuovere e rafforzare la collaborazione istituzionale isolando quanti, a tutti i livelli, giocano allo scaricabarile. Con gli egoismi di parte e di partito non facciamo molta strada.

Parlando dell'Unità d'Italia, la scorsa settimana Eugenio Scalfari ha citato una bella frase di Ingeborg Bachmann. Mi piace riprenderla perché questa citazione esprime esattamente il mio attuale stato d'animo: "In ogni testa c'è un mondo e ci sono delle aspirazioni che escludono qualsiasi altro mondo e qualsiasi altra aspirazione. Eppure noi tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri se vogliamo che qualcosa vada a buon fine".