Il Si vince con il 53% ben al di sotto della percentuale di Pomigliano dove arrivò al 63%. E se già Pomigliano per Marchionne è stata una quasi sconfitta cosa penserà stamattina l'amministratore delegato della Fiat? Il referendum tra gli operai viene bocciato, infatti già stanotte nei primi seggi scrutinati le percentuali erano esattamente opposte ma poi arriva il plebiscito degli impiegati dove tra su 441 voti espressi solo 20 sono stasti contrari all'accordo.

Si apre quindi una difficile fase per l'azienda che strappa un accordo grazie alla votazione favorevole della struttura gerarchica formata da impiegati, dirigenti e quadri e contro il parere degli operai che lavorano sulle catene di montaggio. Quanti inoltre tra gli operai hanno votato favorevolmente solo sotto il ricatto occupazionale? Si apre una fase di conflitto purtroppo perchè non è pensabile gestire 4 o 5 mila lavoratori tenendoli costantemente sotto ricatto e sotto pressione eliminando dalle future trattative il sindacato che più rappresenta gli operai, che è giusto rimarcare, tendenzialmente sono e saranno contrari a questo modo di gestire la contrattazione e la "fabbrica".

Ma all'interno di questa risicata vittoria e mezza sconfitta per Marchionne, Cisl e Uil si inserisce anche qualche considerazione politica. Il PD è oramai un partito incapace di prendere una posizione chiara e netta su qualsiasi argomento visto che è un guazzabuglio formato da differenti aree esprimenti punti di vista contrapposti che non possono giungere a sintesi. Non è facile trovare un accordo tra gli ex PCI Dalemiani, ex DC alla Fioroni, ex neo Qualcosa alla Veltroni ed ex neo Non so Cosa alla Enrico Letta, ricordiamo nipote di. La posizione assurda e ambigua del PD fin dall'inizio della vertenza FIAT ha dimostrato definitivamente come sia senza ritorno l'allontanamento del partito dalemiano dal mondo del lavoro. Non è proprio un caso che al Nord i lavoratori si siano orientati verso la Lega Nord.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Due sono stati gli errori fatali con la FIAT del PD. Il primo fu commesso a Pomigliano dove si chiedeva agli operai di votare Si a patto che l'azienda non decidesse di espandare il modus operandi anche nelle altre fabbriche. Che tenerezza, sembra che i dirigenti del PD vivano davvero in una bolla dorata e cadano dal pero ad ogni decisione altrui. Non passa infatti un mese che la FIAT esporta anche a Torino quello che aveva fatto in Campania: compressione dei diritti, straccio alla contrattazione collettiva, uscita da Confindustria. Ma anche a Torino non riescono proprio a stare dalla parte dei lavoratori visto che come diceva qualcuno a destra, son capaci solo di stare dalla parte delle banche. Il clou lo si raggiunge con Fassino che afferma "se fossi operaio voterei si". Poi nella notte del 15 Gennaio arriva lo schiaffo dei lavoratori al PD.

Che gran peccato Fassino che lei sia diventato deputato. Che gran peccato che non abbia veramente lavorato un giorno in vita sua.