Vendola, sul raid dei giovani del Pdl  la procura di Trani apre un'inchiesta

Sarà la procura di Trani a far luce sulla natura del raid notturno dei giovani del Pdl che la notte scorsa sono andati sotto casa del governatore della Puglia Nichi Vendola, nel centro storico di Terlizzi, alle porte di Bari. Il procuratore Carlo Maria Capristo ha aperto un fascicolo di inchiesta sui fatti denunciati da Vendola e vuole accertare se si sia trattato di un atto di matrice politica. Stanno indagando i carabinieri, titolare del fascicolo è il pm Bruna Manganelli.

A raccontare la brutta avventura della notte è stato lo stesso presidente della Regione, che stamattina è arrivato zoppicando alla conferenza stampa di fine anno organizzata nella sala Europa di villa Romanazzi Carducci a Bari. In apertura del suo discorso ha parlato del brusco risveglio dovuto agli schiamazzi e ai colpi al portone e della sua caduta dalle scale. Non sono mancate le manifestazioni di solidarietà, ma il centrodestra è pronto a rispondere alle accuse durante un incontro fissato per il tardo pomeriggio, invitando a "non costruiti teoremi o film così in voga in questi ultimi tempi". Ma è dalla Lega che arriva il colpo più basso: "Ho appena sentito al telegiornale che Nichi Vendola è stato svegliato nel cuore della notte da alcuni manifestanti del Pdl ed è caduto dalle scale. Purtroppo non ha avuto danni permanenti". Questo il commento del consigliere provinciale di Varese, Marco Pinti, andato in onda su Radio Padania e catturato da Daniele Sensi sul suo blog (ASCOLTA).

{affiliatetextads 1,,_plugin}La spedizione - "Non ho trascorso una bella nottata perché giovani del Pdl hanno pensato bene di venire a molestare il Presidente della Regione a casa sua immaginando che un'abitazione privata possa essere una specie di protesi della lotta politica", ha detto Vendola. "E' stata una nottata antipatica e alcuni giovani sono stati identificati dalle forze dell'ordine. Ognuno ha il diritto al sonno e nello spavento notturno sono anche caduto per le scale e per questo mi vedete così claudicante. Ho scelto di vivere nel centro storico del mio paese di fronte al mercato, e non in una villa residenziale separata dla popolo - ha concluso - e penso che continuerò così. Spero che i giovani del Pdl abbiano motivo di imparare le regole della lotta politica". "E' stata una notte da incubo, ho avuto paura, ho pensato che fosse accaduto qualcosa a mia madre", ha spiegato il governatore ai giornalisti. "Dal video citofono, alle tre di notte, ho visto delle ombre, battevano i pugni contro il portone, sputavano, lanciavano volantini con scritte contro di me". "Poi - ha aggiunto - ho preso il telefonino e ho chiamato le forze dell'ordine; stavo scendendo le scale di casa di corsa, agitato per quello che stava avvenendo, e sono caduto facendomi male ad una gamba". Il presidente della Regione Puglia in giornata, non appena i suoi impegni lo consentiranno, si sottoporrà a visita medica.

GUARDA Vendola dolorante dopo la caduta

Le indagini - Per identificare il gruppo di militanti politici sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Molfetta, chiamati dal governatore. I militari, giunti sul posto, hanno sorpreso un gruppetto composto da quattro ragazzi mentre attaccava alcuni manifesti formato A4 sui muri della zona, dopo essere andati sotto casa del governatore e aver picchiato forte contro il portone. Sui volantini la protesta dei militanti di centro-destra contro i tagli alla sanità pugliese. "Vendola non ha mantenuto la promessa di riaprire il reparto di ginecologia nell’ospedale di Terlizzi chiuso nel 2006" hanno spiegato i ragazzi. I quattro ventenni, tutti incensurati, studenti universitari, sono stati identificati dai carabinieri e hanno ammesso di aver bussato alla porta del presidente. Secondo i carabinieri non sarebbero iscritti al partito, ma sicuramente simpatizzanti. Vendola potrà decidere se sporgere denuncia per molestie e disturbo della quiete.

{affiliatetextads 2,,_plugin}Le reazioni - "Esprimo vicinanza e solidarietà a Nichi e provo sdegno per quel che è accaduto. Si indaghi per capire".  Così Enrico Letta, vicesegretario del Partito Democratico, sui fatti della notte. Solidarietà anche dal presidente della Provincia di Bari e dell'Upi di Puglia, Francesco Schittulli (Pdl): "Ogni espressione di violenza, anche se verbale, non trova giustificazione alcuna all'interno e fuori delle logiche civili della politica e, quanto accaduto, è un atto del tutto deprecabile e ingiustificato". Rocco Palese, capogruppo Pdl alla Regione Puglia, coglie l'occasione per invitare "tutti indistintamente ad abbassare i toni", augurandosi "che non vengano costruiti teoremi o film così in voga in questi ultimi tempi". Palese non sarà presente alla conferenza stampa che i giovani Pdl terranno stasera a Bari, nella sede regionale del Partito, per rispondere alle accuse mosse da Vendola. Polemico Maurizio Gasparri, che nel sottolineare "l'indadeguatezza della sinistra italiana" parla oggi di "teatrale vittimismo di Vendola". Ma a colpire è la dichiarazione del giovane padano Pinti.

(C) Repubblica.it - http://bari.repubblica.it/cronaca/2010/12/30/news/raid_nella_notte_a_casa_di_vendola_identificato_gruppo_di_giovani_del_pdl-10707891/?ref=HREC1-1