"Da Brindisi a Torre Lapillo in 20 minuti"

"Da Brindisi a Torre Lapillo in 20 minuti"

Il sogno del Grande Salento torna a camminare. E lo fa su strada: quella che entro due anni accorcerà come mai prima nella storia le distanze che oggi separano l’Adriatico dallo Ionio: una costa dall’altra della Puglia. Ieri mattina, nella sala della giunta di Palazzo Adorno, i presidenti delle Provincia di Brindisi, Taranto e Lecce, hanno idealmente posato la prima pietra di quella già tutti chiamano “la strada dei due mari”: un’imponente e dritta striscia d’asfalto che partendo da Brindisi sfocerà presto sulle coste salentine di Torre Lapillo, senza più interruzioni, senza centri abitati da attraversare a passo lento, senza interminabili traversate di carovane a motore. Per solcare il tacco d’Italia saranno sufficienti tra i 20 e 30 minuti; non più il doppio come oggi.

I principali Comuni di Mesagne e San Pancrazio che si frappongono tra le due sponde saranno lambiti dall’esterno, e la pena delle interminabili code cancellata. Il progetto, in parte già realizzato in questi anni ma da sempre spezzato a metà per la scarsa visione d’insieme delle tre Province coinvolte, ha ieri definitivamente preso forma grazie all’intesa raggiunta da Massimo Ferrarese, Antonio Gabellone e Gianni Florido. Si sono seduti assieme, a Lecce, in una tavola rotonda convocata per decidere una volta per tutte il futuro del progetto “Grande Salento”. Ferrarese aveva dato il “là” ai confronti delle tre realtà, accendendo entusiasmi che si sono però nel tempo raffreddati a causa delle resistenze da taluni poste, al proseguimento dell’idea.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Un progetto che ieri avrebbe potuto subire la definitiva battuta d’arresto, o riceve la spinta per il balzo in avanti. Si è scelta la seconda via. Ferrarese, discutendo coi pari grado di Lecce e Taranto, e soprattutto col capo di quest’ultima amministrazione provinciale più scettico di chiunque altro, ha posto l’accento sulla necessità di unire l’intero Salento sotto un unico ombrello: “Quello che stiamo facendo – spiega Ferrarese – è lanciare un segnale forte, per dire che noi, noi brindisini, noi tarantini, noi leccasi ci siamo. Che abbiamo le carte in regola per affrontare questo momento di crisi economica e mondiale, e per superarlo reagendo e unendo le nostre forze”.

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