http://www.senzacolonne.it/immagini_sito/politica2/angelo_sanza.jpgSe chiedi ad Angelo Sanza, coordinatore regionale dell’Udc, di parlare dei rapporti con il presidente Nichi Vendola pronto risponde: “Ecco questa è una domanda interessante”. E la sensazione è che il “presidente poeta” – che tanto non piace al partito di Casini tanto da porre un veto sulla sua ricandidatura e da decidere di andare da soli alle Regionali – ha spiazzato anche il leader pugliese dell’Udc, che magari si aspettava (nel dopo Regionali) di riprendere il dialogo interrotto con il Partito democratico e invece si ritrova a parlare con Vendola. “E’ chiaro che nei rapporti con lui siamo politicamente prudenti. Noi non dimentichiamo da quale storia viene Vendola – è la premessa di sanza – una storia che è lontanissima dalla nostra, ma poi ci troviamo di fronte a un comportamento programmatico che viene incontro alle nostre politiche con un’apertura mentale che francamente non ci saremmo mai aspettati.

Ora se io dicessi che è una forte personalità politica con la quale noi stiamo facendo i conti, potrebbe essere interpretato male. Ecco quello che voglio dire è che stiamo verificando di giorno in giorno i suoi comportamenti, ho la sensazione che lui voglia affrontare i problemi concreti della Puglia attraverso un serio confronto”. “Vendola – continua Sanza – dice che vuole superare la distanza fra sinistra riformista e sinistra antagonista. Bene, se questo progetto prende corpo e dà vita a una sinistra democratica noi siamo interessati, fermo restando che all’interno di questo progetto non può non esserci il Pd. Per questo siamo interessati all’evoluzione del dibattito interno al partito. La linea politica fuoriuscita dal congresso, quella di Bersani-D’Alema, portava a un allargamento della coalizione all’Udc. Una linea che è stata contrastata sia a livello nazionale, sia a livello pugliese.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Vendola, certo che può essere un nostro interlocutore, ma – aggiunge – vogliamo anche capire che tipo di rapporto esiste fra lui e il Pd. Per esempio, fra lui e Massimo D’Alema ci sono dissidi di ordine personale, che non danneggiano comunque il progetto globale. O c’è dell’altro? E non sono risposte che possiamo avere a breve. Tutto deve maturare, per questo ho detto che verificheremo giorno per giorno”. Nell’immediato, invece, il numero uno dell’Udc in Puglia auspicherebbe un incontro con tutte le formazioni politiche regionali sulla formazione dell’Ufficio di presidenza del Con­siglio. “Noi chiediamo una vicepresidenza non per accordi sotterranei con questo o quello, ma perché rappresentiamo la seconda opposizione in Consiglio. E siccome l’ufficio di presidenza è garante di tutte le formazioni presenti auspico un momento di confronto comune”. “Il rapporto con Adriana Po­li Bortone? Lei fa parte del nostro gruppo al Senato – risponde – quindi va tutto il nostro rispetto e gratitudine per aver messo la faccia alle ultime Regionali. Eppoi ci sono le tematiche meridionaliste che ci uniscono…”. Il Sanza pronto a parlare dei nuovi rapporti con Vendola e di quelli più antichi con la Poli, si irrigidisce quando gli chiedia­mo se a Bari città c’è un problema Udc.

“Stiamo lavorando con il nuovo segretario cittadino, Ignazio Lagrotta, e quello provinciale, Filippo Barattolo, a un nuovo progetto che faccia ripartire il partito a Bari. Ma non esiste un problema Bari. Esiste un personale politico che è deprimente e che non è abituato a fare i conti con la propria coscienza, per cui può anche non essere coerente”. Non si nasconde dietro un dito: “Certo che mi riferisco a Donato Radogna che non avrei preso nell’Udc, come mi rammarica molto l’atteggiamento di Mara Giampaolo che alle Regionale ha sostenuto un candidato della lista di Vendo­la. Eppure noi l’abbiamo sostenuta scontrandoci anche con Mario Russo Frattasi, che magari non era il miglior candidato centrista che potessimo avere, ma ci aveva messo la faccia. Questa è gente che ha solo utilizzato l’Udc”.

Mariateresa D’Arenzo - Barisera.net