Secondo un sondaggio di Eurobarometro, solo il 28% degli italiani vorrebbe avere una nuova centrale nucleare in patria, mentre il 30% preferirebbe "un paese vicino", il 27% un paese non Ue, e 14% non ha fornito risposte. Gli intervistati favorevoli a costruire nuove centrali nel proprio paese sono il 67% in Svezia, il 54% in Finlandia, il 51% in Gran Bretagna, il 48% in Francia e in Olanda, il 46% in Bulgaria, il 45% in Germania, il 38% in Ungheria e il 37% in Belgio. Il 37% è anche la media Ue. Tutti gli altri Stati membri sono al di sotto di questa soglia, con punte bassissime a Cipro e Malta (8%), in Grecia (9%), Portogallo (11%), Lettonia (14%), Austria (16%) e Irlanda (17%). Il 51% degli europei e il 55% degli italiani pensano che i rischi del nucleare siano più importanti dei benefici.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Ma anche il 53% de francesi, nonostante le molte centrali in casa, e il 52% dei tedeschi. La percentuale è altissima per greci (83%) e ciprioti (82%), e oltre il 60% per austriaci e lussemburghesi (65%), danesi (63%) e spagnoli (61%). Al contrario, i più convinti che i vantaggi 'pesino' più dei rischi sono i cechi (59%), seguiti da svedesi e slovacchi (52%). A pensarlo in Italia è il 27% degli intervistati, la media europea è il 35%. Il 53% degli italiani, inoltre (contro una media europea del 47%) pensa che i rischi dell'atomo siano sottostimati, mentre il 28% (e il 38% nell'Ue) li considera, al contrario, sovrastimati. Alla domanda se si ritenga che la parte del fabbisogno energetico nazionale assicurata dal nucleare debba aumentare, risponde positivamente il 20% degli italiani (contro una media Ue del 17%). Il 27% degli italiani pensa che dovrebbe diminuire (ciò che è impossibile, visto che nel Paese non ci sono centrali operanti) e il 35% che dovrebbe essere mantenuta la stessa quota di oggi (cioè zero). Copyright APCOM