BARI - Vendola ieri mattina ha fatto visita al procuratore generale della Corte dei conti, Francesco Lorusso. Dopo di che si è infilato nel suo studio a ricevere partiti ed aspiranti assessori. Nel mezzo ha trovato modo di discutere di un caso assai serio con Gianfranco Viesti, assessore al Diritto allo studio. Vendola lo definisce l’ennesimo «scippo dei fondi Fas». «Questa volta - dice - il governo nazionale ha deciso di tagliare i finanziamenti per la messa in sicurezza delle scuole». Sicché, dopo i prelievi operati per gli interventi post-terremoto in Abruzzo che hanno ridotto le risorse, ora il piano per le scuole dei ministri Gelmini e Mattioli «colpisce pesantemente la Puglia».

{affiliatetextads 1,,_plugin}La sintesi: alla Puglia sarebbero dovuti andare circa 56,3 milioni; ne toccheranno 24,8 (invece che il 16,7% della delibera Cipe, il 6,9 del piano ministeriale). I fatti gravi, secondo Viesti, sono due. Il primo. I Fas sarebbero dovuti essere indirizzati per l’85% al Sud. Invece i criteri ministeriali assegnano i fondi facendo la media delle scuole e della popolazione scolastica nelle varie zone d’Italia. Il secondo. Dalla lista degli interventi previsti dalle Regioni, il governo ha scelto secondo criteri non concordati. Insomma, è stata violata l’autonomia delle Regioni. «Dovevamo finanziare 500 scuole, col piano del governo arriveremmo a a 180. Oggi - conclude Viesti - scriverò ai presidi e ai sindaci». In giornata a Roma la conferenza delle Regioni. La Puglia pronuncerà il proprio no.

Fr. St.