C´è una nuova indagine della procura barese che sta facendo tremare i palazzi della politica pugliese: questa volta la sanità non c´entra, o meglio c´entra soltanto in parte. L´inchiesta si muove attorno all´emissione della vecchia giunta Fitto di due bond, il primo da 600 milioni di euro e il secondo da 270. Un investimento che oggi sembra sbagliato e, sospetta la Procura, possa essere stato anche truffaldino visto che a oggi le perdite virtuali (visto che il prodotto scadrà nel 2023) per le casse pubbliche sono di 150 milioni di euro all´incirca.

Tra giugno e luglio i finanzieri hanno bussato alle porte della Regione per acquisire tutta la documentazione. Ora si è passati però a una seconda fase. Nei giorni scorsi il pm Francesco Bretone ha ascoltato nel massimo riserbo come persona informata sui fatti l´allora assessore al Bilancio, Rocco Palese, oggi capo dell´opposizione. «Non posso dire nulla, sono tenuto al segreto dell´indagine» spiega il capogruppo del Pdl.

A Palese sono state chieste le modalità che spinsero la vecchia amministrazione a sottoscrivere quel contratto e se fossero state chieste tutte le garanzie e prese tutte le accortezze che la delicatezza del caso richiedeva. I prodotti finanziari, emessi da Merril Lynch, servirono per ristrutturare il debito pubblico, in particolare quello contratto dalle Aziende sanitarie pugliesi e che fu poi accollato dalla Regione. Si era in un momento in cui molti enti pubblici - in Puglia c´è stato il caso di Aqp che poi ha dovuto rinegoziare il bond - si spinsero verso questa strada, spesso aiutati da consulenti senza troppi scrupoli e da una normativa (voluta dal ministro Tremonti) che poi la storia ha dimostrato essere piena di buchi. Sulla vicenda derivati si sono mosse una serie di procure italiane, prima tra tutte quella di Milano che ha messo sotto inchiesta i dirigenti di grossissimi gruppi bancari italiani.

{affiliatetextads 1,,_plugin}In Puglia, la Regione non avrebbe preso però una serie di contromisure che invece, sospettano gli investigatori, avrebbe potuto e quindi dovuto prendere. Per questo il pm ha ascoltato, sempre a sommarie informazioni, due tra i dirigenti (Sansò e Spinelli) dell´epoca chiedendo loro aspetti tecnici e non solo sulla stipula dei contratti. Tra le cose emerse è venuto fuori, per esempio, che c´è chi ha sottoscritto un contratto in inglese senza conoscere però la lingua. Dell´inchiesta si sta occupando la Finanza di Bari, ma il pm Bretone ha chiesto anche la collaborazione di un professionista, il commercialista Massimiliano Cassano e per una parte dell´indagine anche di una società di consulenza di Verona, la Ifa Consulting, che ha lavorato sulla questione derivati per altre procure italiane.

http://bari.repubblica.it/dettaglio/inchiesta-sui-bond-di-fitt-ipotesi-truffa-rocco-palese-interrogato-in-procura/1804595