Giancarlo Cito TARANTO - Giancarlo Cito rischia una nuova condanna a sei anni di carcere per concussione. Questa la richiesta del sostituto procuratore generale Antonella Montanaro che ieri ha preso la parola al processo in Corte d’Appello a carico dell’ex parlamentare jonico e dell’ex dirigente comunale, architetto Vincenzo De Palma, riguardante presunte richieste di tangenti per favorire il progetto di costruzione di un porticciolo turistico a San Vito presentato dalla Dirav nel 1996. In primo grado l’ex sindaco di Taranto fu assolto «perché il fatto non sussiste» mentre le contestazioni nei confronti dell’allora responsabile dell’ufficio tecnico comunale De Palma furono modificate (da concussione a corruzione) e dichiarate prescritte. Non è d’accordo il pubblico ministero Maurizio Carbone che ha fatto appello contro quella sentenza con la quale fu condannato solo l’ex assessore Girolamo Cellamare a sei mesi di carcere per intralcio alla giustizia.

{affiliatetextads 1,,_plugin}LA DENUNCIA - La vicenda giudiziaria nacque dalla denuncia di Ildebrando De Franco (che curava gli interessi della Dirav) nei confronti di un imprenditore locale, Michele Campo, che a suo dire lo aveva truffato di circa duecento milioni affermando di aver comprato pubblicità sull’emittente televisiva Super 7 per ammorbidire l’allora sindaco contrario al progetto del porticciolo di San Vito. Lo stesso De Franco accusava poi il responsabile dell’ufficio tecnico comunale De Palma ed altri due architetti, Emidio Chianura ed Armando Gagliardi, condannati in abbreviato a 2 anni e 8 mesi (udienza in Appello il prossimo 17 maggio) di aver chiesto tangenti per centinaia di milioni per permettere la realizzazione del progetto. Dal canto suo Cito (difeso dall’avvocato Luca Balistreri) ha sempre preso le distanze dalla vicenda, dicendo di aver cacciato dal suo ufficio De Franco e di non sapere nulla degli affari con l’imprenditore Campo, il quale, anch’egli finito sotto processo, patteggiò la pena a due anni di reclusione. Nella sentenza di primo grado Campo viene disegnato in sostanza come un millantatore, che aveva fatto credere a De Franco di essere amico e corruttore dell’allora sindaco per spillargli denaro. La sentenza per Cito e De Palma è prevista l’8 aprile.

Vittorio Ricapito - Corriere della Sera