http://www.iosud.it/public/foto/poli_bortone_adriana_191.jpg“Non sappiamo se nel breve periodo ci sarà ancora questo Governo o se addirittura si andrà verso nuove forme di governo”. Questa frase sibillina, alla stregua di una predizione, ha tagliato come una lama il silenzio nell'ampio locale in via Melo che ospita il comitato elettorale di Adriana Poli Bortone alla presidenza della regione Puglia. Ai giornalisti che la assediavano, ha dichiarato: “Noi siamo rinfrancati anche da ciò che ci dice Fini allo scoperto: il PdL non mi piace. Se lo dice lui, vuol dire che ho fatto bene a non entrare nel PdL”. La senatrice precorre i tempi, dunque, se questa è la verità. E' stato un incontro con la stampa in cui sono state esposte le linee programmatiche non solo di un candidato presidente di Regione. Adriana Poli Bortone guarda avanti: “C'è bisogno di ungrande partito del sud che si potrà finalmente contrapporre alla Lega, in modo che il nostro Mezzogiorno abbia diritto di cattedra e ribalta. Me ne convinco sempre più: è questa l'idea vincente del futuro. Un partito del sud che in un nuovo Governo potrà trovare spazio in una forma diversa”. Al termine della conferenza stampa le abbiamo rivolto alcune domande.


Lei ha fatto intendere chiaramente che il governo Berlusconi ha le ore contate ed il PdL è al capolinea.

Ma guardi, non lo dico io. A dirlo, sono coloro i quali hanno scelto di stare all'interno del PdL. Lo dice una persona autorevole come Gianfranco Fini, il quale, indubbiamente, avrà sofferto anche lui nel momento in cui è avvenuta la fusione tra Alleanza Nazionale e Forza Italia. Avrà anche lui sofferto per la carenza di obiettivi programmatici che AN non è riuscita a portare all'interno del PdL. Oggi, a seguito di una serie di vicende, Fini dice che il PdL è pressocchè morto. Ci dobbiamo attrezzare per il futuro.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Che futuro intravede all'orizzonte per il centrodestra?

In una Italia federale, il futuro non può che essere legato a partiti nazionali rinnovati e credibili, nella sostanza e nella forma, ma anche a movimenti territoriali. Abbiamo visto che la Lega Nord ha impiegato oltre 20 anni per essere quello che è oggi, un partito fortemente radicato sul territorio. In una Italia federale, I movimenti territoriali diverranno sempre più quelli identitari e più vicini ai cittadini.


Il primo provvedimento, il più urgente, da assumere nel caso lei fosse eletta presidente della regione Puglia?

Le sembrerà strano quello che sto per dire. Io cercherei di scandagliare bene gli ingranaggi della macchina interna. I progetti si attuano solo quando c'è una macchina interna che funziona a dovere. Lei pensi che la Puglia ha subito un esodo di 130 Dirigenti, durante l'era Fitto. Nel corso dell'era Vendola, contiamo 570 fra collaborazioni coordinate continuative e consulenti. Quindi, non ci sono degli staff stabili e sperimentati. Riesce difficile portare avanti dei progetti, quando ci si trova in una situazione del genere. Quindi, anzitutto cercherei di vedere questa situazione. E subito dopo, affronterei immediatamente le possibilità che abbiamo di utilizzare I fondi comunitari.


Sono sottoutilizzati?

Io le porto i dati di Bruxelles che credo sia distante dai nostri movimenti elettorali. Su quei documenti è scritto che c'è un impegno del 9% ed una spesa di appena il 5%. Siamo a tre anni dalla fine della programmazione.

http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=16530