http://liberthalia.files.wordpress.com/2009/12/01-scajola.jpgSono sensibilmente cambiate nel giro di un anno le posizioni degli italiani rispetto alla scelta nucleare: se solo un anno fa piu' di un italiano su due era ''molto'' o ''abbastanza'' d'accordo sullo sfruttamento del nucleare per uso civile, adesso, dopo alcuni mesi di dibattito sul ritorno all'atomo, meno del 40% ha la stessa posizione. Emerge dall'indagine statistica dell'istituto Ferrari Nasi: un passaggio dal 53,7% al 40,4% di favorevoli che indica una flessione di oltre 10 punti percentuali nelle rilevazioni effettuate nel gennaio del 2009 e nello stesso mese del 2010. Flessione netta anche per chi ha risposto positivamente ad un anno di distanza alla domanda ''accetterei senza tanti problemi se si decidesse di costruire una centrale nel comune in cui vivo'': il 36,4% del gennaio 2009 e' diventato il 26,2% del gennaio 2010.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Non solo: complessivamente emerge dall'indagine che i piu' sensibili alla 'sindrome di Nimby' (not in my backyard, non nel mio giardino) e che sarebbero d'accordo con il ritorno al nucleare ma non accetterebbero senza problemi una centrale nelle vicinanze, sono passati dal 19,5% al 24,4%: una quota, quest'ultima, che corrisponde al 60% di chi e' d'accordo con il nucleare. ''In pratica quasi due terzi di chi vorrebbe il ritorno al nucleare e' affetto da 'sindrome di Nimby''', osserva Arnaldo Ferrari Nasi, sottolineando che i dati, analizzati in base agli orientamenti degli intervistati, mostrano anche che ''tra i partiti, nel centrodestra, tradizionalmente piu' propenso all'atomo, si manifesti sentitamente tra gli elettori del PdL e quasi per nulla tra quelli della Lega''.(ANSA). FBB