Rocco PaleseLa costituzione di parte civile da parte della Regione Puglia in un eventuale processo. Ma non solo. Dopo il sequestro della rata del bond, l´attuale giunta regionale pensa alle contromisure. Fa sapere che parteciperà ad un eventuale procedimento per difendere gli interessi dell´ufficio e spiega che presenterà una richiesta formale per sollecitare la restituzione delle rate già versate. Il bond è stato sottoscritto in maniera confusa, senza un reale approfondimento dei rischi e dei possibili benefici. Questo dice l´inchiesta della procura di Bari conclusasi con il sequestro preventivo della rata da 30 milioni di euro (in scadenza il 6 febbraio) che la Regione paga per recuperare i prestiti concessi nel 2003 e nel 2004 dalla banca d´affari Merril Lynch. Ammonta, invece, a più di 73 milioni di euro il valore dei beni ai quali, con un provvedimento di sequestro per equivalente, la guardia di finanza ha apposto i sigilli e che corrispondono a quanto la banca d´affari e l´istituto di credito Dexia-Crediop di Roma avrebbero guadagnato con l´operazione. L´inchiesta, coordinata dal pm Francesco Bretone, conta quattro indagati.

Per uno Daniele Borrega, di 40 anni, di Taranto, rappresentante della Merrill Lynch, il gip ha disposto il provvedimento di non esercitare l´attività di promotore finanziario per due mesi. E una richiesta interdittiva è stata notificata anche a Merrill Lynch: la banca rischia il divieto di stipulare contratti con la pubblica amministrazione. Coinvolti nell´indagine anche Susanna Beltramo, di 55 anni, di Roma, avvocato dello studio legale di Roma, indicato dalla Regione Puglia per la risoluzione dei problemi legali legati alla sottoscrizione del contratto, Maurizio Pavesi, di 53 anni, anche lui di Roma, rappresentante di Merril Lynch sino al 2000 (anche se non in possesso di alcuna iscrizione all´albo dei promotori finanziari) e Claudio Zecchi, di 64, funzionario della Dexia-Crediop di Roma (che nega di aver mai sottoscritto alcuna operazione con la Regione)

{affiliatetextads 1,,_plugin}I quattro, accusati di truffa, avrebbero indotto in errore i funzionari della Regione Puglia e la giunta, convincendoli a sottoscrivere tutte le proposte contrattuali della banca d´affari per i bond da 600 e da 270 milioni sottoscritti nel 2003 e nel 2004. Un´operazione nata con l´obiettivo di sanare i debiti nel settore della sanità, ma trasformatasi, invece, in un affare tutt´altro che conveniente per le casse della Regione. Perché la procura, sulla base della consulenza di Massimiliano Cassano, ha accertato come la sottoscrizione dei due bond abbia causato un danno alla Regione di circa 70 milioni di euro, soldi ai quali si aggiungono i costi dell´operazione per circa 24 milioni di euro. L´ipotesi investigativa dell´inchiesta, nata prendendo spunto da alcuni articoli di stampa, è chiara: i funzionari della Regione e la giunta diedero il via all´operazione finanziaria, basandosi su informazioni poco chiare, «delle continue rassicurazioni dell´istituto bancario», o meglio, chiarisce il gip mio, «senza comprendere affatto, neanche in modo elementare, quale tipo di operazione avevano sottoscritto». (g.d.m. e g.fosch.)

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