http://www.piazzaffari.info/wp-content/uploads/2009/01/natural20gas.jpgAVETRANA – Sulle bollette del gas scoppia la polemica politica. Da una parte alcune associazioni vicine al centro sinistra, le cui ragioni sono fatte proprie dalla minoranza nel Consiglio Comunale, dall’altra parte la maggioranza di centro destra con posizioni contrastanti. Tante parole da ambo le parti, nessun risultato. Le parti sono accomunate solo dalla vis polemica che si riverbera nei Consigli comunali ripresi da una emittente locale. I lavori consiliari sono a stretto uso e consumo delle telecamere. Da quanto è dato sapere, così come è stato prospettato in Consiglio Comunale, l’oggetto del contendere è l’aumento esorbitante improvviso degli importi delle bollette del gas, che ha spiazzato i cittadini utenti.

Come tutte le bollette, esse contengono il costo del prodotto (Eni) ed il costo del servizio di distribuzione (Italgas).

La rete distributiva e i relativi impianti sono di proprietà del Comune di Avetrana. Il costo è stato di circa 4 milioni di euro. 3 milioni circa coperti con finanziamento pubblico, il resto anticipato dalla Italgas.

L’Italgas, contraente con il comune di Avetrana per un contratto di servizio di distribuzione per 30 anni, originariamente ha calcolato l’ammortamento di quanto anticipato, 1 milione di euro circa, per gli anni del contratto.

Con la nuova normativa europea antitrust i termini del contratto sono limitati a 12 e il regime transitorio fissa la scadenza nel 2012. Quindi la Italgas, nella prospettiva del mancato rinnovo, unilateralmente ha pensato di concentrare in un periodo limitato, quanto aveva programmato per 30 anni, con grave nocumento per gli utenti.

Il tutto senza che l’impresa rendesse tornaconto annuale di ammortamento per il residuo.

Il Comune di Avetrana, inadempiente negli anni al controllo, nonostante il susseguirsi delle giunte di vario colore, si dichiara incompetente ad intervenire sul rispetto delle norme del contratto, pur essendo contraente originario e nonostante tale competenza sia prevista da una clausola contrattuale che regola la vigilanza e il controllo del servizio.

Il problema è che dopo tanti mesi i cittadini sono esasperati per la mancanza di risultati. Il Consiglio comunale, pur composto da vari avvocati, non ha saputo dare risposte, anzi ha delegato all’esterno la resa di un parere. Parere che uno studente al primo anno di giurisprudenza avrebbe saputo dare, avvalendosi della conoscenza delle norme che regolano i contratti e le sanzioni per le modifiche unilaterali, specie se ingiustificate, oltre le norme di procedura che le rendano applicabili.

Parere che lo studente avrebbe potuto arricchire con il richiamo all’istituto del diritto di riscatto degli impianti, ecc., ed al convinto tentativo di conciliazione da parte di chi sa di aver ragione.

Parere che avrebbe delineata la tutela del doppio binario: Comune presso il Tar, cittadini presso il Tribunale civile, ai sensi della giurisprudenza amministrativa. Parere che avrebbe detto: prima pagate il totale e poi chiedete il rimborso di quanto in più versato. Non si può passare dalla ragione al torto, non pagando le bollette.

Comunque chi avvocato lo è, ben sa che all’esame di abilitazione ci sarebbero 40 mila pareri diversi, tanti quanti sono i candidati annui, se non fosse che gli elaborati sono dettati dai commissari, per renderli uniformi e favorire i protetti.

Ciò significa che nel campo del Diritto bisogna osare. Quindi va da sé che ogni parere deve andare al vaglio della giurisprudenza, spesso creativa, non di rado contrastante, con la speranza che la ragione sia acclarata.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Peccato che il Dr Antonio Giangrande, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie, suo malgrado con sede legale proprio nel piccolo paese, sia impedito a proporre le soluzioni a livello istituzionale, quantunque informalmente tutte le parti politiche hanno pensato bene di non richiederle. Così come fu anni addietro, quando egli trovò soluzione al problema delle gravi sanzioni agli esercizi commerciali per mancanza del depuratore.

La nota associazione nazionale non è stata iscritta all’Albo delle associazioni dall’amministrazione comunale, e in particolare dall’assessore competente ai servizi sociali, Cosimo Derinaldis, con avallo del Sindaco Mario Demarco, pur con regolare domanda del 2007, per cui essa, può rendere pareri giuridici pluritematici ovunque, come è successo per il problema inquinamento a Taranto, ma non nella città di origine, dove per tutti è inesistente.

Ma sono in buona compagnia se identica cosa fa il vicepresidente regionale ed assessore allo sviluppo economico ed alle attività produttive Loredana Capone, con avallo del Presidente Niki Vendola, non iscrivendo l’Associazione Contro Tutte le Mafie all’albo regionale antimafia, pur con reiterate domande negli anni e pur essendo identica a Libera, ma non per quanto riguarda i finanziamenti, che a quest’ultima sono riconosciuti.

Grazie dell’attenzione.

Presidente Dr Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE

099.9708396 – 328.9163996

www.controtuttelemafie.it

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www.ingiustizia.info