http://www.pdmesagne.it/home/wp-content/uploads/2008/04/nichi-vendola.jpgSi è tenuta questa sera l'assemblea del PD regionale che ha ufficializzato la sua partecipazione per le primarie del 24 Gennaio prossimo. Il candidato ufficiale del PD è quindi Boccia, che come cinque anni fa, si confronterà con Nichi Vendola, nel frattempo diventato Presidente della Puglia. Una sfida avvincente che non può che far bene alla democrazia nella nostra Regione e in tutta Italia. Ripercorriamo però le fasi di questa avventura travagliata che è partita da lontano, dalle elezioni provinciali 2010...

Elezioni Provinciali 2010. Periodo molto difficile sia per le imminenti tornate elettorali sia per la scena politica in generale visto che a Bari si scoperchia il sistema tarantini, un sistema che elargiva a destra e a sinistra, droga, soldi e "donne gentili" con il fine di acquisire appalti e altri soldi. Come dimenticare il Tarantini con annesse Escorts presso la residenza del Berlusconi Presidente del Consiglio che ci passa anche la notte con le gentili signore nel "lettone di Putin" seguito poi dall'affare Frisullo (prontamente rimosso dalla giunta)? In questo clima ci mette lo zampino Massimo D'Alema che prova ad approfittare della situazione per stravolgere la politica pugliese e tornare ad essere l'unico punto di riferimento per la "sinistra" meridionale. Da un lato comincia a preparare la candidatura del mai indomito Boccia che ancora sente bruciare la sconfitta di cinque anni fa magari anche mettendo in un angolo il sindaco di Bari, Michele Emiliano.

Dall'altro lato però stringe gli accordi con l'Udc, divenuto nel frattempo importante per conquistare la Provincia di Brindisi e per far vincere il centrosinistra anche ai ballottaggi nella Provincia di Taranto, al Comune di Bari, Foggia, Casarano etc. Con queste due mosse Baffino voleva o pensava di poter rimpiazzare con il suo solito fare politica "da dietro le quinte", il Presidente Vendola puntando su una rinnovata strategia politica che io chiamerei delle due punte: Boccia e Udc. Più o meno una riedizione su scala regionale di quanto successo con il Presidente uscente della Provincia di Brindisi, Errico. Passano i ballottaggi, arriva l'estate e dietro agli scandali delle probabili escorts anche a sinistra, Vendola contrattacca e con una mossa inaspettata da Baffino e dal PD, rimuove dalla Giunta il Vice Presidente della Regione in quota PD, Frisullo, l'assessore all'agricoltura Enzo Russo (tra l'altro entrambi dalemiani doc) sempre in quota PD seguito da un altro assessore PD Marco Barbieri (Cultura).

{affiliatetextads 1,,_plugin}Baffino visto i suoi uomini fuori dalla giunta lancia ufficialmente la guerra al leader di Sinistra Ecologia Libertà. Se l'Udc dapprima si era dimostrata possibilista sulla ricandidatura di Vendola, ora comincia a proporre il suo "niet" immodificabile. L'Italia dei Valori si smarca e dice di voler puntare su un altro candidato. Non è difficile pensare che dietro queste manovre non ci sia stato il solito baffino. Comunque la nuova giunta viene varata e si va verso l'autunno. C'è il congresso regionale del PD, tutti i candidati in campo diranno di appoggiare la candidatura di Vendola, per far breccia nei loro stessi delegati. Vincerà di pochissimo il candidato dalemiano, Sergio Blasi, che dopo pochi giorni dalla sua elezioni si rimangerà quanto detto e dirà che il PD ufficialmente è alla ricerca di un altro candidato.

L'udc dice di vedere di buon occhio la candidatura di Emiliano e a Baffino non gli pare quasi vero, può ora far fuori due temibili concorrenti per la sua leadership in un colpo solo. Emiliano e Vendola bruciati nella lotta per la candidatura visto che Vendola non vuole ritirarsi dalla corsa alla Regione e il PD non vuole le primarie e vuole puntare direttamente su Emiliano. Non è difficile prevedere quale sarebbe stato il risultato se il centrosinistra fosse andato alle elezioni con Vendola ed Emiliano candidati. Devo dire che Emiliano in questa partita ha perso un po della stima che meritava in virtù delle sue esternazione e dei suoi comportamenti. Ma è un'altra storia. In questa lotta ci si mette sempre lui, Boccia. Difatti singolare è la situazione in cui nel PD scoppia la rivolta contro questa strategia dalemiana. Si formano due frange, vendoliani ed emiliani. Tra queste due frange c'è nè una terza molto singolare ed è quella Bocciana. Composta da lui soltanto.

Emiliano per la famosa storia della immodificabilità della legge elettorale fiuta l'inghippo dalemiano e si ritira. Rimangono solo due concorrenti. Uno del PD, Boccia e l'altro ovviamente il Presidente uscente, Nichi Vendola.

Sabato prossimo 24 Gennaio 2010, un'altra importante pagina della storia pugliese sarà scritta.

Antonio F.