http://www.energia.rdbcub.it/uploads/pics/scajola_nuke_01.jpgLa notizia giornalistica di un ricorso da parte del Governo Nazionale contro la legge della regione Puglia, la n. 30/09, che esclude ogni possibilità di impianti nucleari (centrali e siti) senza la volontà e l’intesa della Regione è purtroppo confermata da quanto a nostra conoscenza. Il Governo, su sollecitazione del Ministero dello Sviluppo Economico, ha deciso di “mostrare i muscoli” alle Regioni impugnando la legge della Puglia e quella successiva della Campania.

Le cattive notizie non sono finite: mentre su un quotidiano nazionale viene pubblicata una mappa dei siti che, seppur datata, non lascia tranquilli i pugliesi per le diverse indicazioni di località lì contenute che coinvolgono la nostra costa, è ancora una volta il Ministro dello Sviluppo Economico ad imprimere un’accelerazione con il varo di un decreto legislativo “ghigliottina”.

Il decreto predisposto, infatti, a conclusione di una finta concertazione finalizzata ad ottenere il consenso delle Regioni sui siti indicati dalle multinazionali (chiamate operatori!) secondo quanto indica la legge 99/09 stabilisce che in caso di dissenso delle Regioni e a chiusura del confronto con le stesse a decidere sia unicamente il Governo attraverso una deliberazione del Consiglio dei Ministri.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Non solo, tale deliberazione –secondo il decreto del MISE- annulla i piani energetici delle Regioni che sono costrette a riformularli tendendo conto della decisione governativa e soprattutto abroga tutte le leggi vigenti in materia incompatibili con il decreto.

Come si vede le dichiarazioni di Scaiola alla Fiera del Levante ed il profilo minimalista e tranquillizzante del Ministro Fitto e del Governo sono solo chiacchiere destinate a chi le vuole bere. La verità è che si apprestano a calpestare l’autonomia delle Regioni e a violarne il territorio e questo espone la Puglia a rischi gravissimi.