http://formazioneblog.files.wordpress.com/2009/05/482ed8a89fe28_normal.jpgChiarezza e trasparenza. La partita delle regionali e la scelta energetica. Il piano sull’energia nucleare proposto dal governo prevede ancora una centrale nucleare nel Salento (Brindisi). Questo piano manifesta ancora una volta il disprezzo e la scarsa considerazione verso le popolazioni e in genere verso il sud. Il ministro Fitto deve spiegare, conoscendo bene il Salento con la sua forte antropizzazione e la legge che stabilisce la distanza delle centrali di almeno 15 km da qualsiasi insediamento umano, come intende risolvere i problemi legati alla sicurezza e come intende garantire la salute dei salentini, magari anche suoi elettori. Il ministro Fitto deve spiegare, dove troverà la tantissima acqua che serve per il trattamento delle scorie, in una terra di sete com’è la nostra.

Il ministro Fitto deve spiegare, come pensa di poter conciliare con un paesaggio così fragile dal punto di vista naturalistico come è quello salentino, gli impianti industriali di energia nucleare. Il ministro Fitto,deve spiegare le ragioni vere di questa scelta e i vantaggi che ne verrebbero per la nostra gente da questi impianti.

Il ministro Fitto deve spiegare, se questa scelta rispetta le vocazioni della nostra terra che sono per un turismo legato alla bontà dei prodotti e alle bellezze architettoniche ed artistiche. 11 Regioni italiane hanno inoltrato ricorso alla Consulta contestando al Governo la scelta dei siti delle probabili centrali nucleari. La decisione della Consulta non si avrà prima delle elezioni regionali fissate per fine marzo 2010. Arriva il decreto legislativo sui criteri per la localizzazione dei siti nucleari. Ma – sorpresa!- non c’è neanche un numero sui parametri da seguire per identificare le aree, mentre “fioccano” le cifre delle compensazioni previste per enti locali e cittadini che accetteranno un reattore dietro l’angolo. Nessuna illusione: l’indicazione dei siti non arriverà prima delle elezioni regionali. Tanto più che per la posa della “prima pietra” (anzi, del primo “atomo”) c’è tempo fino al 2013 per il governo.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Così il voto delle regionali è anche un voto sull’ energia nucleare per questo prima di votare dobbiamo leggere con grande attenzione i programmi e gli impegni elettorali. Le forze politiche devono decidere oggi sulle scelte energetiche, non devono fare colpi di mano, sono obbligate a rispettare la democrazia cioè il voto di fiducia degli elettori i quali devono rivendicare chiarezza e trasparenza soprattutto quando le scelte sono difficili e impegnative come l’ energia nucleare.

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