BARI - In manette Raffaele Fitto. La parabola ormai discendente dell´ex uomo forte di Forza Italia in Puglia si sta concludendo. L'ex presidente della regione, sconfitto alle regionali da Nichi Vendola...

 L'ex presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto

{affiliatetextads 1, category, _plugin}è infatti tra i tre destinatari del provvedimento cautelare agli arresti domiciliari emesso dalla magistratura barese nell'inchiesta sul presunto illecito affidamento al consorzio San Raffaele di Roma dell'appalto da 198 milioni di euro per la gestione di undici Residenze sanitarie assistite (Rsa). Insieme a lui è stato arrestato l'imprenditore romano Giampaolo Angelucci, presidente della Fondazione San Raffaele, che avrebbe versato una tangente da 500mila euro nel 2004 per ottenere un appalto settennale riguardante undici Residenze sanitarie assistite (Rsa). Nell'ambito dell'indagine è finito agli arresti anche l'imprenditore salentino Paolo Pagliaro, proprietario dell'emittente tv Telerama.

Da quanto si apprende da repubblica.it, sarebbe indagato per corruzione anche il Vescovo di Lecce, Francesco Ruppi.

Secondo l'accusa, per l'affidamento dell'appalto la maxi-tangente è stata versata al movimento politico creato da Fitto per le regionali dell'aprile 2005, La Puglia prima di tutto. Dai seggi, come detto il potente governatore uscì sconfitto, con circa 14mila voti di scarto in favore del candidato del centrosinistra Nichi Vendola.

Essendo un parlamentare, eletto alle ultime elezioni politiche alla Camera dei Deputati nella lista di Forza Italia, Fitto non può essere arrestato fino all'eventuale autorizzazione della Camera. A Montecitorio, militari della Finanza hanno perciò depositato la richiesta d´autorizzazione a procedere all'arresto e il provvedimento cautelare firmati dal gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis. L'inchiesta - a quanto è dato sapere - si avvale di numerosissime intercettazioni telefoniche e del sequestro di vari documenti.

Su disposizione della magistratura barese, beni immobili, quote societarie, autoveicoli e conti correnti bancari per un valore stimato in 55 milioni di euro vengono sottoposti a sequestro preventivo. Oltre ai beni di proprietà dell'imprenditore romano Giampaolo Angelucci e delle società collegate alla famiglia, il sequestro ha valore anche nei confronti di Fitto, pur essendo questi un deputato, poiché il gip che ha disposto la misura cautelare reale, Giuseppe De Benedictis, ha ritenuto che nei confronti dei parlamentari si può procedere al sequestro di beni senza che sia necessaria l'autorizzazione a procedere della Camera di appartenenza.

(c) L'Unità  -  http://www.unita.it

Dalle ultime rivelazione inoltre si apprende che i 500 mila euro sarebbero transitati in piu tranche anche sui conti della segreteria nazionale UDC e su conti della segreteria regionale calabrese UDC, tutti diretti verso i conti correnti de "la Puglia prima di tutto".