Simone Brizio è fuori dal consiglio regionale. Stamattina l’assise di via Capruzzi ha decretato la decadenza del consigliere già sospeso il 27 giugno scorso. Per diciotto mesi Brizio era stato allontanato dal consiglio regionale pugliese dalla presidenza del Consiglio del Ministri a seguito della condanna a due anni di reclusione per concorso in concussione. Condanna di primo grado rimediata nel processo per la tangentopoli nella sanità ionica. La sospensione scadeva il 27 dicembre prossimo, praticamente a fine mandato, visto che a marzo si tornerà al voto per il rinnovo del consiglio regionale, ma questa mattina in aula Brizio ha presentato le sue controdeduzioni al provvedimento di decadenza richiesto.

{affiliatetextads 1, category, _plugin}Per lui il consiglio regionale non poteva esprimersi in quanto il processo penale è ancora in corso. Ma alla massima assese pugliese questa motivazione non è bastata per ridargli la poltrona. Brizio era stato eletto nel 2005 nella lista di Forza Italia: ottenne 7522 preferenze, 3004 nella sola Castellaneta dove risiede, che lo piazzarono al secondo posto della lista del suo partito. Era la sua seconda elezione. Nel 2000, sempre con Forza Italia, superò la soglia dei 12mila voti. In seguito abbandonò il gruppo azzurro per aderire prima al Movimento per l’Autonomia per poi confluire nel-l’Udc. Nel 2007 gli fu affidato il compito di portavoce del gruppo unico Udc-Mpa-Dc Indipendenti. Con la sua sospensione, era entrato in consiglio regionale Donato Salinari, primo dei non eletti di Forza Italia che per ora non commenta.

Maria De Bartolomeo - TarantoSera.com