«Inaccettabile utilizzare la mobilità al porto di Taranto». Luigi Angeletti, segretario generale nazionale della Uil, è perentorio. La tre giorni tarantina per seguire il congresso della Uilm non comincia con buone ntozie sul fronte della crisi. «E’ proprio la crisi - spiega Angeletti - a non dove diventare un’alibi». Il segretario arriva in una città sorpresa, sarebbe meglio dire scioccata, dall’annuncio della Taranto container terminal: l’azien - da della galassia Evergreen è pronta a mettere in mobilità 220 dipendenti, aprendo la procedura di 75 giorni al termine dei quali si apre sotto i piedi dei lavoratori il baratro del licenziamento.


{affiliatetextads 1,,_plugin}«Non scherziamo - ribatte il segretario della Uil Angeletti - perché oggi non facciamo fatica a dimostrare che c’è la crisi e a giustificare i provvedimenti anche drastici, ma se noi adeguiamo al ribasso la capacità produttiva delle aziende cosa succederà, poi, nel momento della ripresa? Avremo imprese più deboli: meno lavoro e meno occupati. Ecco perché dico no a provvedimenti che riducano il lavoro. C’è la cassa integrazione ordinaria. Quella è la strada da percorrere a mio giudizio». La decisione della Taranto cointainer terminal ha parzialmente spiazzato i sindacati «ma c’è un calo della produzione consistente - ha spiegato il segretario provinciale della Uiltrasporti Franco Castellano - che già aveva alimentato i nostri timori».

«Da giugno il traffico container registra una flessione del 32 per cento. Questo però non giustifica i provvedimenti drastici. I sindacati hanno incontrato la Delta Uno, società dell’appalto portuale: volevano anche loro avvaire le procedure di mobilità per più di 20 lavoratori, ma alla fine stiamo trattando sulla possibilità di ricorrere alla cassa integrazione ordinaria: è prevalso il buon senso. Lo stesso modello - ha aggiunto Castellano - deve valere per Tct anche se è ora che le istituzioni, dalla prefettura agli Enti locali, facciano sentire la loro voce. Senza dimenticare che il punto debole restano le infrastrutture, a partire dai dragaggi». «La crisi è più ampia di quanto immaginiamo - ha dichiarato il presidente della Provincia Gianni Florido - e al porto occorrono nuovi vettori per diversificare le presenze. Io sono contrario alla drammatizzazione della crisi e ricordo come il 5 novembre firmiamo a Roma il protocollo d’intesa per investire 79 milioni nel progetto dei dragaggi».

«Quel che è successo al porto è grave - ha ribadito il vice sindaco Alfredo Cervellera - e quando s’in - siste sui dragaggi l’appuntamento del 5 novembre dimostra la celerità delle istituzioni. Ora occorre una mediazione che dovrebbe svolgere un organo dal collante istituzionale fortissimo». Torna ad aggredire il problema il parlamentare del Pd, Ludovico Vico: «La mobilità alla Tct è intollerabile soprattutto perché non se ne conoscono le ragioni. Calo del traffico? Se il problema sono le infrastrutture bisogna dirlo con chiarezza. Finora Evergreen e Hutchinson si sono sottratte al confronto con la città».

(C) Lagazzettadelmezzogiorno