Oramai non c'è giorno che il nostro Presidente del Consiglio non ci delizia con una sparata delle sue alle quali ci siamo putroppo oramai abituati, anche se ripetiamo, in un paese diverso dall'Italia ogni affermazione del genere comporterebbe l'immediata dimissione del Premier che l'ha proncunciata. Secondo il Cavaliere (nel pieno del suo nervosismo post Boffo-Fini-Bossi) procure italiane come Milano o Palermo starebbero tramando disegni eversivi nei suoi confronti...

Per capire a cosa si riferiva Berlusconi che probabilmente sogna magistrati anche la notte bisogna dare un'occhiata all'articolo scritto oggi sull'Unità online.

Le dichiarazioni dell'ex boss Gaspare Spatuzza sono al centro di nuove inchieste su mafia e politica avviate dalle procure di Milano, Firenze, Palermo e  Caltanissetta alle quali, forse, ha voluto far riferimento il premier Berlusconi nel criticare alcuni frammenti di procure che «congiurano contro di noi».

Il neo collaboratore di giustizia Spatuzza ha riferito degli intrecci che i suoi ex capimafia, Giuseppe e Filippo Graviano, avevano fra il 1992 e il 1995 con i politici e gli imprenditori del Nord. I Graviano vennero arrestati da latitanti nel capoluogo lombardo. E le indagini misero in evidenza i contatti  che avrebbero avuto a Milano anche con Marcello Dell'Utri, il senatore del Pdl, amico del premier Silvio Berlusconi, condannato in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e per il quale è in corso il processo  d'appello a Palermo. A fine mese il pg inizierà la sua requisitoria.

Spatuzza è stato interrogato a lungo nei mesi scorsi dal pm  di Firenze Nicolosi e dal procuratore aggiunto di Milano, Ilda 
Boccassini, nell'ambito della nuova inchiesta sulle stragi del  1993, che riguarda molti punti rimasti ancora oscuri  nonostante
le sentenze di condanna definitiva di mandanti ed  esecutori.  A Milano è stato aperto uno stralcio, di cui è titolare, appunto, il pm Boccassini, sulla strage di via Palestro che causò cinque morti il 27 luglio '93. Per l'eccidio sono stati condannati definitivamente all'ergastolo i fratelli Giovanni e Tommaso Formoso, ritenuti coordinatore e basista. Dalle indagini era emerso che sarebbe stato proprio Giuseppe Graviano a chiedere ai Formoso di collaborare alla strage.

Le rivelazioni di Spatuzza potrebbero riaprire  vecchie inchieste archiviate dai giudici in Sicilia. A Palermo,  nel 1996, la procura chiese ed ottenne l'archiviazione per  riciclaggio nei confronti di Berlusconi e Dell'Utri, indagati con l'aggravante di avere avvantaggiato la mafia. Pochi anni  dopo a Caltanissetta il procuratore Gianni Tinebra chiedeva ed otteneva l'archiviazione, sempre per Berlusconi e Dell'Utri,  dall'accusa di strage, nell'ambito dell'uccisione di Falcone e Borsellino. Adesso le dichiarazioni di Spatuzza hanno dato nuovo impulso alle indagini riaprendo e rivedendo vecchi filoni d'inchiesta.

Infine, pochi mesi fa, i pm di Palermo hanno ritrovato fra le carte che erano state sequestrate a Massimo Ciancimino, una  lettera indirizzata al premier in cui - secondo gli inquirenti - i corleonesi chiedevano nel 1994 «all'onorevole Berlusconi» di  mettere a disposizione di Cosa nostra una sua rete televisiva,  minacciando di morte il figlio se non avesse accolto la richiesta.

(C) L'Unità