http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/micciche/micciche/stor_11383187_22020.jpgIn Italia tutti sanno che il presidente del Consiglio va ai compleanni ma nessuno sa quello che veramente accade col governo Berlusconiano che a "parole" si dichiara "contro le droghe". A parole infatti perchè pare che qualcuno nel Governo abbia problemi con la famosa polvere bianca. Qualche mese fa su "L'espresso" usciva un articolo che non ha fatto scalpore alcuno (mica come quando c'era Prodi, che faceva scalpore pure se qualcuno mangiava una mosca) ma che è secondo me, veramente grave. Era un articolo scritto in merito al lodo Alfano (altro genio) sulle intercettazioni e che diceva come grazie ad esse si era riuscito a scoprire come la catena dello spaccio arrivava fino al CIPE (comitato interministeriale per la programmazione economica); strano che Vespa non abbia fatto una puntata in merito...

Comunque sia eccovi l'articolo di Marco Travaglio così ognuno si fa la sua idea, aspettando che Vespa o qualche TG si ricordino della cosa e facciano qualche prima serata.

Gli indizi raccolti in un'intercettazione non bastano più per prorogarla o per disporne un'altra. E' uno degli aspetti più oscuri e più demenziali del lodo Alfano

Uno degli aspetti più demenziali (e oscurati) della legge Alfano sulle intercettazioni è questo: si può intercettare solo in base a elementi non limitati ai soli contenuti di conversazioni intercettate nel medesimo procedimento". Traduzione: gli indizi raccolti in un'intercettazione non bastano più per prorogarla o per disporne un'altra. Occorrono elementi diversi, esterni. Che combinazione: proprio come nel caso avvenuto qualche mese fa a Palermo. La squadra Mobile intercetta un pusher della Palermo bene, Stefano Greco.
E con ascolti, appostamenti e pedinamenti, smaschera una rete di spacciatori e consumatori che, di fatto, finanziano il traffico di droga. Uno dei destinatari, stando alle intercettazioni, è Ernesto D'Avola, autista di Gianfranco Miccichè (uomo forte di Forza Italia in Sicilia e sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Cipe, appena incaricato da Berlusconi di "gestire il passaggio da Forza Italia al Popolo della libertà" insieme ad Alfano).

{affiliatetextads 1,,_plugin}D'Avola comunica col pusher tramite un intermediario, che il 5 dicembre scorso gli passa la 'roba'. Gli agenti, presenti sul posto, bloccano l'auto di D'Avola, accompagnato da un amico, subito dopo la consegna. E vi sequestrano una busta piena di cocaina con su scritto 'On. Gianfranco Miccichè'.

Quel che accade dopo lo raccontano due informative della Mobile al Questore e alla Procura: "Il D'Avola consegnava spontaneamente il plico, dicendo che il tutto era di pertinenza dell'on. Miccichè. All'interno risultavano custoditi grammi 5 di sostanza, che a seguito di accertamento risultava essere cocaina.

Poi però D'Avola e l'amico cambiano idea e sostengono che la coca era per uso personale. Ancora qualche mese e, approvata la 'riforma', la trafila dal pusher all'intermediario all'autista del sottosegretario sarebbe rimasta sepolta per sempre. Non solo, ma l'intricato giro di spaccio non sarebbe mai stato scoperto: per intercettare l'intermediario e poi il destinatario ultimo (o penultimo?), gli agenti avrebbero dovuto fermarsi e cercare elementi 'esterni' a quelli contenuti nelle intercettazioni del pusher.

Mission impossible. Inchiesta bloccata a metà, sul più bello. Nelle indagini di droga, come in tutte quelle sui reati 'in itinere', le varie consegne emergono dalle intercettazioni.

Si risale dal basso verso l'alto, dall'ultimo spacciatore ai vertici e ai finanziatori dell'organizzazione. Una tecnica investigativa che presto sarà proibita dal governo dei pacchetti sicurezza e della tolleranza zero. Chissà che ne dice l'altro sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, quello con delega alla lotta alla droga, autore della legge che punisce anche l'uso personale, impegnato in questi giorni a Trieste nella Conferenza nazionale sulle droghe.

Ancora pochi mesi fa tuonava: "La linea del governo è chiara: drogarsi è illecito". Ora non vorremmo che organizzasse una ronda sotto la sede del Cipe.