Ancora una volta le spinte nordiste hanno avuto la meglio, la Lega Nord con un emendamento al decreto anti-crisi ha introdotto la suddivisione delle tariffe energetiche in base a tre macro aree (Nord, Centro e Sud) con un aggravio di costi (nemmeno a dirlo) proprio per il Sud. Infatti sarebbe il Sud che spunterebbe un prezzo più alto per il costo dell'energia e beffa delle beffe, la Puglia vedrebbe un aumento delle tariffe pari anche a un +30%...

Ma questa volta la Puglia non ci sta, il deputato tarantino del PD Ludovico VIco ha lanciato l'allarme e il Presidente della Regione Nichi Vendola ha indicato come la Puglia esporti nel resto d'Italia l'88% della energia elettrica prodotta con gravi danni sociali e ambientali, motivo per il quale la Regione non starà a guardare.

Anche il Presidente di Confindustria Brindisi ha lanciato l'allarme temendo che questo possa avere delle forti ripercussioni nell'economia locale. Mentre Giulio Colecchia che guida la Cisl pugliese dice che il Governo "abbassa il costo dell’energia elettrica nelle aree del Nord, aumentandola al Sud".

Fa veramente specie che la Lega Nord e il Governo Berlusconi approvino misure contro il Sud in termini ferroviari, aeroportuali, energetici mentre il ministro Fitto e i parlamentari di maggioranza pugliesi stanno a guardare.

Oltre a fare le statuine hanno forse anche il compito di rappresentare gli interessi della Puglia, o no?