Il ministero dell'ambiente guidato dalla Prestigiacomo ha azzerato il comitato tecnico che doveva decidere entro il 31 Marzo 2009 se assegnare o meno all'Ilva l'AIA (Autorizzazione Integrale Ambientale)...

Legambiente Puglia indica che questo è un ulteriore regalo all'azienda in quanto fa allungare notevolmente i tempi entro i quali Riva dovrebbe adeguare i suoi impianti alla migliore tecnologia possibile per ridurre l'inquinamento.

La Gazzetta del Mezzogiorno ha interpellato Leo Corvace, tarantino e dirigente di Legambiente Puglia il quale sostiene che questa decisione “invalida tutti i lavori fatti da oltre un anno su questo tema” e che ora “il rischio è che si arrivi al 31 marzo, data fissata per la definizione delle procedure Aia, senza trovarsi nelle condizioni di poter definire questo cammino, concedendo ulteriore tempo all’Ilva per adeguarsi alle prescrizioni. Insomma, un ulteriore favore all’azienda”.
Corvace ricorda che una ventina di associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente, da oltre un anno hanno inviato al ministero diverse note con considerazioni critiche a proposito della documentazione che l’Ilva ha prodotto per certificare l’adeguamento dei suoi impianti alle Bat.  “Documentazione nella quale – dice – non sono chiari gli obiettivi e non si trovano dati importanti”.
Legambiente Puglia ritiene ora necessario che Regione Puglia, provincia di Taranto, Comuni di Taranto e Statte, interessati dalla presenza dell’insediamento industriale, e associazioni, facciano un blocco unico per sostenere le ragioni della difesa dell’ambiente.

“Con l’Aia – rileva Corvace – è tra l’altro possibile indicare prescrizioni sui valori delle emissioni ancora più restrittive di quanto previsto dalle leggi vigenti”. Invece ora – afferma – “il rischio è che le prescrizioni siano molto blande. I segnali in questa direzione ci sono e sono molto preoccupanti”.