Ci hanno già tolto treni, aerei, scuole (in Puglia con la riforma Gelmini ci saranno 168 scuole in meno) e ora pure acqua...

“I paventati tagli al Programma irriguo nazionale, pari a 55 Milioni di euro, rischiano di compromettere irrimediabilmente la già difficile gestione delle risorse idriche in Puglia, regione italiana che esige lo stanziamento più cospicuo. Abbiamo chiesto al Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, un incontro urgente per affrontare la delicata problematica, in questa fase di predisposizione della Legge Finanziaria 2009”.

E’ il Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni, ad annunciarlo, sottolineando la necessità di scongiurare una riduzione delle risorse da destinare alle grandi opere irrigue da realizzare in Puglia, per un importo complessivo di 384 milioni di euro, in considerazione dei previsti tagli al Programma irriguo nazionale e ai Consorzi di Bonifica. “Contestualmente è importante che vengano avviate con altrettanta urgenza – incalza il Presidente Salcuni – le opere relative alla Diga di Piano dei Limiti, grazie alla quale si riuscirebbero ad invasare dai 60 agli 80 milioni di metri cubi d’acqua. Bisogna serrare i tempi per non vanificare il lavoro portato avanti - finanche in queste ore - dal Presidente della Regione Puglia e dagli Assessori Introna e Russo per addivenire all’accordo con la Regione Molise, al fine di non perdere i 118 milioni di euro già stanziati per l’opera”.

“Le grandi opere previste in Puglia – spiega il Direttore della Coldiretti regionale, Antonio De Concilio – consentirebbero di invasare oltre 200 milioni di metri cubi di acqua, garantendo così un sicuro approvvigionamento al potabile, all’agricoltura e agli altri settori produttivi, anche in periodi di siccità grave come nella scorsa estate. Non bisogna abbassare la guardia solo perché la stagione estiva è terminata e qualche pioggia di scarsa entità fa ‘dimenticare’ quello che è un problema annoso per la Puglia. Le imprese agricole hanno pagato a caro prezzo in termini di investimento e produttività ritardi e inadempienze nella gestione del ‘bene acqua’ e non possono essere chiesti ciclicamente sacrifici che rischiano di frenare il futuro di una importante componente dell’economia pugliese”.