Ecco dei semplici motivi per ribadire il NO al nucleare...

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Manduria-Nardò possibili siti nucleari

In mezzo a Manduria-Nardò chi ci sta?

{affiliatetextads 1, category, _plugin}Perchè gli italiani hanno già scelto con il referedum, perchè il nucleare non è una strategia economicamente efficiente nè efficace. Scajola parla di "nucleare di nuova generazione" ma parla da perfetto ignorante.

Il nucleare di nuova generazione è costituito da reattori di 4^ Generazione che se tutto andrà bene saranno disponibile tra 20-25 anni, ai quali si aggiunge il tempo per la costruzione della centrale. Diciamo in tutto 30-35 anni.

Se l'iter nucleare partisse in questo istante si stima che per una centrale occorrerebbero circa 15 o 20 anni. In pratica tra 20 anni si partirebbe con una tecnologia oramai OBSOLETA, trattandosi appunti di terza generazione. In quegli stessi anni infatti starebbe per partire la quarta generazione. Ricordiamo che l'Italia da più o meno quaranta anni cerca di terminare la Salerno-Reggio Calabria e che per costruire un rigassificatore in Emilia Romagna si sono impiegati 10 anni.

Il nucleare attuale quindi è quello di terza generazione che non è altro che quello di seconda generazione (anni 60) con qualche sistema di sicurezza in più che ne fa lievitare di molto i costi. Di reattori di terza generazione ne esistono pochi, uno in Giappone, uno in costruzione in Francia e uno in dirittura di arrivo in Finlandia. Il reattore Finlandese però ha visto lievitare sia il tempo di costruzione sia i costi di un 35% rispetto a quanto stabilito alla partenza. Si stima che serviranno più o meno 4 miliardi e duecento milioni di euro. Più 8 mila miliardi di lire. Tutto questo nell'efficientissima Finlandia, figuriamoci cosa succederebbe da noi con appalti, subbappalti, politici tangentisti e mafia affarista. Una finanziaria in pratica per pagare una centrale. Figuriamoci per un piano energetico che secondo il genio del Ministro consisterebbe in 5 centrali.

Qual'è la strategia allora? Rinnovabili, rinnovabili e ancora rinnovabili. Sole, Vento e Idrogeno. Non ci stancheremo mai di ricordare che la sfida per il futuro è probabilmente il fotovoltaico e il termodinamico. Il fotovoltaico distrubito è ovviamente la sfida più semplice, semplici specchi solari che dovrebbero essere impiantati su ogni casa con contributi statali maggiori di quelli che attualmente ci sono.

Il termodinamico è una tecnologia eficiente che ci consente di ottenere energia elettrica pari a una centrale tradizionale anche in caso di insuficienza di sole o di giorni consecutivi di temporale. Il termodinamico è studiato e sviluppato attualmente dal Premio Nobel italiano dott. Rubbia che l'Italia ha pensato bene di licenziare e mandare in Spagna, dove tra l'altra sta costruendo una centrale. Per maggiori informazioni vi rimandiamo su Wikipedia .

In Italia Rubbia costruì una centrale pilota e sperimentale capace di produrre 20 MW e dare energia a una cittadina di 20.000 abitanti. Nel 2007 l'Italia ha approvato un piano industriale per costruirne 10 da 50 MW l'una. Che fine farà questo piano? E' possibile costruire centrali più grandi per una maggiore produzione? Ovviamente si, ma è chiaro che è più efficiente tante medie centrali dislocate nelle zone più soleggiate.

Quanta energia il Sud Italia sarebbe capace di produrre grazie al proprio clima? Senza inquinare? Moltissima! Senza dimenticare poi l'energia del vento. Oggi è possibile impiantere pale eoliche in modo offshore (in mare) magari oltre la linea dell'orizzonte, chiaramente tutto visto dalla prospettiva di bagnanti e senza così rovinare il paesaggio. Basti pensare che negli stati uniti l'energia ricavata dall'eolico oramai supera anche quella ricavata dal nucleare.

 

Non dimentichiamo l'idrogeno, campo dove la Puglia è all'avanguardia mondiale.