Tremonti, dai dazi doganali nei confronti dell'export cinese alla vendita agli stessi dei titoli di stato italiani

Tremonti, dai dazi doganali nei confronti dell'export cinese alla vendita agli stessi dei titoli di stato italiani

Tremonti, attuale Ministro dell'Economia, è famoso per le sue girovolte. Più volte abbiamo riportato come da ultra-liberista fosse diventato no-global nel volgere di una notte e tante altre volte abbiamo ricordato le sue famose esternazioni di politica economica condite da fattori oggettivi, ragionamenti sensati e sentimenti strutturali del tipo "noi stiamo meglio degli altri" o "questo Governo non ha messo le mani nelle tasche degli italiani". Il ministro che è bravo a farsi passare mediaticamente come colui che chiude i rubinetti finanziari ma che è ministro quando il debito pubblico raggiunge il massimo dal 1861 o come coluiche non alza le tasse salvo varare finanziare da 80 miliardi di euro come fossero noccioline, tra l'altro noto estimatori dei "tagli lineari", da fervido nemico dei comunisti cinesi è diventato appunto.... amico dei cinesi.

Viene quasi da ridere mentre si rilegge una intervista del super Ministro a Panorma, dell'Agosto 2003. All'epoca infatti il Tremonti caldeggiava l'idea di inserire dazi doganali a favore delle merci cinesi. "In tema di politica economica la posizione dell'Europa e' per certi versi suicida''. Lo dice(va) il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in un'intervista a 'Panorama', lanciando un allarme sulla ''competizione impossibile'' con la Cina e sottolineando la necessita' di proteggere il mercato interno europeo dall'invasione di merci in arrivo dal Far East. Tremonti sostiene che ''l'Europa dovrebbe fare cio' che l'America, patria del liberismo, sta facendo da tempo con successo'', ovvero, ''proteggere il mercato interno e la sua produzione nazionale non solo con i dazi doganali, ma anche con strumenti indiretti come i controlli alimentari, sanitari, ambientali e di tutela sociale sui prodotti in arrivo dall'Estremo Oriente"

{affiliatetextads 1,,_plugin}Ovviamente oramai abbiamo imparato a conoscere il pensiero di Tremonti, come dimenticare infatti la famosa gag di Guzzanti quando parlava delle interviste del Ministro dove negava di voler fare condoni, salvo poi, fare appunto condoni? Qui invece la situazione è un po più grave; da sostenitore dei dazi ai cinesi sta praticamente contrattando con i "pericolosi comunisti cinesi" la vendita di quote del debito pubblico italiano al potente gigante asiatico. Un po come in effetti fanno da decine di anni gli USA che praticamente in campo economico sono attualmente totalmente dipendenti dalle decisioni della CINA. Anche noi quindi, grazie alla politica berlusconian-tremontiana ci stiamo spingendo verso la dipendenza economica-finanziaria da parte di uno stato extra-europeo rinunciano a quote della nostra sovranità economica.

Ma daltronde da parte di un socialista poi diventato liberista, quindi socialiberista-leghista e al momento diventato comunista attraversando anche la fase no-global, cosa ci aspettavamo?