Berlusconi - Tremonti - il duo delle tasse. Parte 2 - Tutte le misure della manovra finanziaria

Berlusconi - Tremonti - il duo delle tasse. Parte 2 - Tutte le misure della manovra finanziaria

Dall'autunno 2010 all'estate 2011 il Governo ha lavorato molto, ma non per risolvere i problemi dell'economia italiana quanto a puntellare la maggioranza con innesti di qualche deputato proveniente dai gruppi più disparati, ad allargare la flottiglia dei sottosegretari (Brambilla, Santanchè solo per fare alcuni nomi), a fare gli interessi di pochi tagliando gli incentivi alle rinnovabili deprimendo l'unico settore che produceva reddito in Italia e a perdere malamente il referendum sul Nucleare e sull'Acqua Pubblica negando l'accorpamento alle elezioni facendo spendere allo Stato centinaia e centinaia di milioni di euro in più con la speranza che fallisse. Chiaramente l'Economia Mondiale non aspettava di certo lo Scilipoti o la Polidori di turno, così mentre si cercava di imporre voti di fiducia per risolvere i problemi del Premier gli indici economici andavano sempre più a fondo. Arriviamo quindi alle elezioni tardo-primaverili, la sconfitta del Governo Berlusconi e dei suoi alleati della Lega Nord (leggi qui per maggiori info) sembra però non turbare più di tanto i sogni della maggioranza. L'agenda politica non muta di molto, piuttosto che fare una analisi critica sui risultati elettorali e spingere i motori sull'economia l'attenzione del Governo si focalizza ovviamente sulla tanto agognata riforma della Giustizia. 

La Lega Nord dal canto suo non è certo un partito di economisti perciò invece che programmare misure per le imprese si concentreranno sul sacrosanto diritto dei cittadini Padani ad avere i ministeri al Nord sino a giungere agli inizi di Luglio all'inaugurazione (alla faccia dei costi della Politica) delle "sedi distaccate" a Monza, salvo poi chiuderle pochi giorni dopo. Ma a Luglio qualcosa comincia a non andare per il verso giusto, così il Governo pensa di preparare una Manovra finanziaria cosiddetta "lacrime e sangue" con la quale, conferma, di non aver aggiunto ulteriori tasse. Ovviamente idee confuse cominciano a serpeggiare nel centrodestra, si parla prima di una manovra da 40 mld di euro, poi forse 50, alla fine si arriverà ad una manovra triennale di circa 80 mld di euro che impone tagli, tasse e chi più ne ha più ne metta a partire dal 2013. Giustamente Berlusconi invece che risolvere i problemi strutturali in questi anni ha sempre cercato di rimandarli per un mero ritorno elettorale. Ancora fino a pochi giorni fa questo era l'obiettivo del duo Tremonti-Berlusconi, preparare manovre lacrime e sangue che poi altri Governo avrebbero dovuto gestire dato che la manovra che loro avevano confezionato dava i suoi effetti a partire dal 2013, guarda caso al termine dell'attuale legislatura.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Ma è chiaro che in un contesto mondiale non proprio florido, con un PIL italiano al palo da 3 anni e un debito pubblico che non accenna a diminuire, dato che il Governo tutto ha fatto tranne a toccare i privilegi della Politica e le spese dello Stato, gli speculatori non potevano certo stare a guardare. La situazione allora è precipitata e giustamente l'Unione Europea ha richiamato il Governo e l'italia alle sue responsabilità commissariando evidentemente una gestione dell'economia inetta e inconcludente. Il Risultato di questi tre anni di Governo Berlusconi è la manovra taglia tutto che proprio in queste ore sta per essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale divenendo quindi operativa a tutti gli effetti. Tremonti, noto trasformista e volubile di opinione, ha dichiarato che in questi anni quello che è successo non era di certo prevedibile. Ammesso che fosse vero dovrebbero allora spiegare questi signori la loro funzione al Governo dato che non riescono ad effettuare una minima programmazione ed analisi economica.

Elenchiamo quindi le principali misure:

Giochi e lotterie. Tra gli interventi sui giochi e le accise sul tabacco il governo punta a recuperare 1,5 miliardi l'anno a partire dal 2012.  Si prevede la possibilità di "introdurre nuovi giochi, indire nuove lotterie, anche ad estrazione istantanea, adottare nuove modalità di gioco del Lotto, nonchè dei giochi numerici a totalizzazione nazionale, variare l'assegnazione della percentuale della posta di gioco a montepremi ovvero a vincite in denaro, la misura del prelievo erariale unico, nonchè la percentuale del compenso per le attività di gestione ovvero per quella dei punti vendita".

Contributo di Solidarietà per i redditi medio-alti. Il contributo di solidarietà previsto dalla manovra per i redditi sopra i 90.000 euro scatta da subito, dall'entrata in vigore del decreto, e durerà fino al 2013

Arriva il caro sigarette. Il Direttore generale dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato - si prevede ancora - può proporre al Ministro dell'economia di disporre con propri decreti, entro il 31 dicembre 2011, tenuto anche conto dei provvedimenti di variazione delle tariffe dei prezzi di vendita al pubblico dei tabacchi lavorati eventualmente intervenuti, l'aumento dell'aliquota di base dell'imposta di consumo sulle sigarette.

Robin Hood Tax per il settore energetico. Addizionale alle imprese energetiche che hanno un imponibile superiore a 1 milione di euro.

Rendite Finanziarie. Per tutte le rendite finanziarie, fatta eccezione per i rendimenti dei titoli di Stato, il decreto stabilisce un'aliquota unica di tassazione, pari al 20% (prima era il 12%)

{affiliatetextads 2,,_plugin} Pensioni Donne. Per le donne impiegate nel privato, sarà invece anticipato al 2016 l'avvio del percorso che porterà l'età per la pensione di vecchiaia dagli attuali 60 a 65 anni.

TFR. Per i dipendenti pubblici che optano per il pensionamento anticipato c'è il congelamento per due anni del Trattamento di Fine Rapporto.

Tredicesima agli statali. Per gli statali, però, ci sono altre brutte notizie: rischiano infatti il mancato pagamento della tredicesima se la pubblica amministrazione in cui sono occupati non rispetterà i parametri di spesa.

Attacco alla Contrattazione Collettiva. Nel decreto entra anche una norma che stabilisce la validità «erga omnes» dei contratti aziendali stipulati in base all'intesa tra sindacati e Confindustria di giugno. I contratti potranno anche derogare dal contratto nazionale e dallo Statuto dei Lavoratori e saranno incentivati fiscalmente con l'aliquota del 10% sulla retribuzione collegata alla produttività.

Trasferimento ai Comuni e nuove tasse locali. Nel solo 2012 ci saranno minori trasferimenti ai Comuni per 1,7 miliardi, per 700 milioni alle Province, per 3,6 miliardi alle Regioni (2 solo per quelle a statuto speciale). I Comuni quindi potranno emettere una nuova tassa già dal 2012 chiamata Imposta Municipale Unica. Ai ministeri seguiranno altri tagli di circa 9 miliardi di euro nel bienni 2012 e 2013.

Tracciabilità dei Pagamento maggiori o uguali a 2.500 euro. Non sarà possibile utilizzare contante per somme di importo superiore.

ALTRO. La delega per la riforma dell'assistenza sociale sarà anticipata al 2011 e dispiegherà i suoi effetti già nel 2012 (con un risparmio di 4 miliardi, che saliranno a 17 nel 2013): sarà messo a punto un nuovo «indicatore di bisogno» più severo per l'accesso alle prestazioni dell'Inps, poi saranno rivisti i criteri per le pensioni di invalidità e gli assegni di reversibilità. Se non dovesse aver successo la riforma dell'assistenza, i 17 miliardi arriveranno da un taglio di pari entità di tutte le agevolazioni, deduzioni e detrazioni fiscali. Nel pacchetto messo a punto dall'esecutivo ci sono poi alcune misure per contrastare l'evasione. A cominciare dalle sanzioni, che possono arrivare fino alla sospensione dai relativi Ordini, dei professionisti che non rilasciano le fatture. Per contrastare l'economia in nero il limite all'uso del contante scende alle transazioni di importo pari o superiore ai 2.500 euro, mentre dal prossimo anno ci sarà una nuova revisione degli studi di settore, lo strumento attraverso il quale gran parte degli autonomi pagano le tasse. Confermato anche l'accorpamento nella domenica delle festività non religiose previste dal Concordato: il 25 aprile, il primo maggio e anche la festa del santo patrono della città, dunque, si andrà a scuola o al lavoro (e senza il pagamento della festività). Il decreto contiene, infine, anche una norma quadro per la liberalizzazione delle professioni.