Il TG1 appaltato a Gheddafi. Ecco a voi il TGheddafi1

Il TG1 appaltato a Gheddafi. Ecco a voi il TGheddafi1

Ancora strepitoso Minzolini con il TGheddafi1. Oggi 2 Marzo 2011 è andata in onda una sensazionale retorica a sostegno di Gheddafi con annesso riferimento alla solita Al Qaeda e ai milioni di extracomunitari che premono per entrare in Italia. Nel Tg1 con la costanza che contraddistingue le presentatrici minzoliniane si è parlato della grande contraffensiva lanciata dall'esercito libico nei confronti degli insorti dando ampio spazio al proclama del dittatore che denunciava come la sommossa sia in realtà pilotata dai terroristi islamici e non da insorti che combattono e muoiono per acquistare libertà e democrazia.

Come se non bastasse dopo che l'inviato parlava dei rifugiati che si ammassano in Tunisia (cittadini tunisini, egiziani e cinesi che vogliono tornare in madrepatria) e dell'assegnazione dello status di "indagato per immigrazia clandestina" ai mille disperati arrivati sulle coste siciliane negli ultimi mesi si stava parlando di un sindaco che sarebbe stato iscritti nel registro degli indagati per incitamento all'odio razziale ma non si è fatto in tempo a dire il nome che il servizio è stato bloccato con la carinissima presentatrice che si è giustificata dell'interruzione dicendo che era arrivato il momento di passare la parola al super Ministro dell'Interno Roberto Maroni.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Maroni che si sa di clandestini se ne intende ha elargito una grande lezione di politica estera dicendo che ci sono milioni di clandestini pronti ad attaccare le coste siciliane. Un bollettino di guerra tanto che ci chiediamo se non sia il caso che lo stesso proclami lo stato di Emergenza Nazionale e richiami alla leva obbligatoria i giovani sotto i 30 anni.

Come se non bastasse il telegiornale è stato nuovamente interrotto (non che venissero interrotte interessanti notizie per carità) per ridare la parola al leader libico con annesse farneticazioni relative alla non possibilità del maresciallo di dimettersi in quanto le ricchezze e il petrolio della libia sono già da decenni sottoposte alle decisioni del popolo.

A questo schifo minzoliano noi rispondiamo con un pensiero pubblicato oggi da Nichi Vendola prendendo spunto da un santo della solidarietà, Don Tonino Bello: “Perdonaci, fratello marocchino. Un giorno, quando nel cielo incontreremo il nostro Dio, questo infaticabile viandante sulle strade della terra, ci accorgeremo con sorpresa che egli ha il colore della tua pelle. P.S. Se passi da casa mia, fermati.